FOCUS: impennata prezzi oro e rame sosterrà mercati emergenti (Federated Hermes)

MILANO (MF-NW)--Il rialzo dei prezzi di oro e rame dovrebbe fornire un ulteriore impulso alle economie dei mercati emergenti. Dopo un 2025 record, il boom delle materie prime sembra destinato a proseguire nel 2026, con ulteriori aumenti delle quotazioni dell'oro che sosterranno le economie fortemente orientate all'estrazione mineraria e quelle che dispongono di riserve consistenti. Inoltre, la crescente domanda di rame, un elemento cruciale del megatrend dell'elettrificazione, andrà a vantaggio dei principali produttori, tra cui Zambia e Cile, commentano Mohammed Elmi e Jason DeVito, Senior Portfolio Manager di Federated Hermes.

IN 2025 DEBITO EMERGENTI HA SOVRAPERFORMATO ECONOMIE SILUPPATE

Nel 2025 il debito emergente ha mostrato una performance solida, sovraperformando i mercati sviluppati e l'universo obbligazionario in generale. L'indice di riferimento JP Morgan Em Global Diversified ha generato rendimenti a doppia cifra, chiudendo il 2025 in rialzo del 14,3%. "I titoli sovrani in valuta forte hanno guidato la classifica con un guadagno del 14,3%, seguiti dalle obbligazioni in valuta locale al 10,1%, mentre le obbligazioni societarie dei mercati emergenti in valuta forte hanno registrato un rendimento dell'8,7%", proseguono gli esperti. Queste performance sono state determinate da una combinazione di riforme strutturali, politica monetaria accomodante e altri fattori favorevoli, mentre oro e rame rimangono un fattore chiave della resilienza dei mercati emergenti nel 2026.

RALLY ORO PUÒ CONTINUARE GRAZIE A DOMANDA PER BENI RIFUGIO

L'oro ha registrato guadagni eccezionali, trainati in larga misura dall'incertezza macroeconomica e dall'acuirsi dei rischi geopolitici. "Nel 2025, il prezzo dell'oro ha registrato un andamento da record, raggiungendo 53 nuovi massimi storici e salendo del 68%, il più forte aumento annuale dal 1979", riportano Elmi e DeVito. "La domanda totale ha superato per la prima volta le 5 mila tonnellate, mentre i prezzi hanno superato i 5.000 dollari Usa l'oncia a gennaio. Questo aumento è stato sostenuto dai robusti acquisti delle banche centrali, dalla continua de-dollarizzazione e dalla crescente avversione al rischio a livello globale in un contesto di incertezza legata ai dazi", proseguono gli economisti. "Vi sono motivi per ritenere che questo slancio possa protrarsi. Il conflitto in Medio Oriente ha portato a un'impennata del prezzo del petrolio a marzo, il che potrebbe potenzialmente stimolare un aumento dell'inflazione nei mercati sviluppati", spiegano Elmi e DeVito. L'oro viene spesso considerato un'efficace copertura in contesti di alta inflazione e le circostanze geopolitiche potrebbero spingere i prezzi al rialzo. Al contempo, il conflitto potrebbe intensificare una dinamica di fuga verso la qualità, poichè gli investitori cercano beni "rifugio" in un contesto di maggiore incertezza. "Un aumento sostenuto dei prezzi dell'oro potrebbe rafforzare significativamente la posizione economica e finanziaria di molti mercati emergenti. Per i principali esportatori di oro, tra cui Ghana e Uzbekistan, l'aumento dei prezzi si traduce in un aumento del reddito nazionale", continuano Elmi e DeVito.

CONSUMO RAME CRESCERÀ DEL 50% ENTRO 2040

La crescita dei prezzi del rame rappresenta un fattore di sostegno a molte economie emergenti, in particolare per Cile e Zambia. Il prezzo del rame ha registrato un aumento di oltre il 40% su base annua nel 2025, superando i 13.000 dollari a tonnellata all'inizo di febbraio. Inoltre, "il rame è sempre più spesso designato come minerale critico da molti paesi, tra cui ora anche gli Stati Uniti, a causa del suo ruolo essenziale in settori industriali fondamentali", continuano gli esperti. "La domanda è aumentata a causa della rapida espansione delle infrastrutture di intelligenza artificiale e dei data center, nonché delle crescenti esigenze nei settori della tecnologia medica, aerospaziale, della modernizzazione della rete elettrica, dei sistemi di energia rinnovabile e dei veicoli elettrici", dichiarano Elmi e DeVito. Questi fattori strutturali hanno coinciso con condizioni macroeconomiche favorevoli, un dollaro statunitense più debole e un contesto di tassi di interesse più bassi. "La sua importanza nel sostenere questi cambiamenti su larga scala è evidente nelle proiezioni della domanda globale: il consumo di rame ha raggiunto i 28 milioni di tonnellate nel 2025 e dovrebbe aumentare del 50%, raggiungendo i 42 milioni di tonnellate entro il 2040", riportano gli esperti. "Si prevede che la domanda globale di rame raffinato crescerà a un tasso di crescita annuale composto (Cagr) di circa il 2,8%, passando da 26,6 milioni di tonnellate nel 2024 a circa 31,4 milioni di tonnellate entro il 2030. Al contrario, l'offerta globale dovrebbe espandersi più lentamente, con un Cagr del 2,41%, passando da 26,6 milioni di tonnellate nel 2024 a 31 milioni di tonnellate entro il 2030", concludono Elmi e DeVito.

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0213:31 apr 2026