Auto: in 18 Paesi Ue mancano incentivi per abbandonare la combustione (T&E)
MILANO (MF-NW)--Solo 9 Paesi dell'Unione europea hanno incentivi fiscali forti per passare all’elettrico. L'Italia, ad oggi, non è tra questi: con un vantaggio fiscale di 6.753 euro su quattro anni — ben al di sotto della soglia dei 10.650 euro — la tassazione italiana lascia le aziende senza un incentivo fiscale realmente efficace per passare all'elettrico.
È quanto emerge dalla nuova edizione della Good Tax Guide, uno studio comparativo realizzato da Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, che analizza il sistema fiscale applicato all’auto in 31 Paesi europei. Lo studio suddivide i Paesi europei in tre gruppi: quelli in cui il vantaggio fiscale di un'auto elettrica rispetto a una a benzina su quattro anni di possesso copre interamente il maggior costo iniziale dell'elettrico, quelli con una copertura parziale, e quelli in cui la copertura è inferiore alla metà.
Le auto aziendali possono svolgere un ruolo cruciale nel ridurre le emissioni del trasporto stradale: rappresentano infatti il 59% delle nuove immatricolazioni ma, anche in virtù del maggiore chilometraggio rispetto alle auto private, sono responsabili del 78% delle importazioni di petrolio associate alle nuove auto. Lo scorso dicembre, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per decarbonizzare le flotte aziendali, introducendo obiettivi nazionali di elettrificazione per le grandi imprese. A livello europeo, la proposta prevede che entro il 2030 il 45% delle nuove auto aziendali sia elettrico, lasciando però agli Stati membri - e non alle singole aziende - la responsabilità di raggiungere questi obiettivi.
Secondo T&E, questa è la direzione giusta, perché gli Stati possono riformare i propri sistemi fiscali per rendere più conveniente per le aziende la scelta elettrica. Il Belgio, ad esempio, ha introdotto nel 2021 una fiscalità fortemente favorevole alle auto aziendali elettriche e la quota di immatricolazioni è salita dall’8,8% del 2021 al 54,2% del 2025. Anche la Francia ha adottato tra il 2024 e il 2025 nuove misure fiscali vantaggiose per i veicoli a zero emissioni, portando la quota di immatricolazioni aziendali elettriche al record del 41,3% nel marzo 2026 . Negli altri principali mercati automobilistici — Germania, Spagna, Italia e Polonia — le riforme necessarie per rendere davvero competitivo l’elettrico non sono ancora state adottate in modo strutturale.
Nei principali mercati auto europei, solo la Francia applica una fiscalità significativamente più progressiva al crescere delle emissioni: per un'auto di segmento E, che consuma una volta e mezza il carburante per chilometro rispetto a una di segmento C, le aziende pagano il doppio delle tasse. Un’eccezione aggiuntiva è il Portogallo, dove il divario è ancora più marcato e arriva a essere quasi cinque volte superiore. All'estremo opposto, in Germania - dove si concentra il 28% delle nuove immatricolazioni aziendali a combustione interna dell'UEe - lo Stato di fatto sovvenziona chi guida auto aziendali a benzina, con veicoli di segmento E che ricevono incentivi fiscali persino leggermente superiori rispetto a quelli previsti per modelli più piccoli, di segmento C. Germania e Polonia insieme rappresentano oltre la metà delle immatricolazioni aziendali a benzina europee di segmento D: una fiscalità favorevole ai veicoli endotermici e quasi piatta tra i segmenti rallenta la transizione elettrica e alimenta la dipendenza dal petrolio.
L'Italia ha fatto un passo avanti nella direzione di premiare fiscalmente le tecnologie a zero emission con la riforma sui fringe benefit dell'anno scorso, che ha introdotto tre aliquote differenziate per motorizzazione: 10% per le elettriche, 20% per le plug-in hybrid e 50% per le altre. Tuttavia, senza un collegamento diretto tra tassazione ed emissioni, il sistema resta iniquo, secondo T&E, con una pressione fiscale che non cresce in modo proporzionale all’impatto climatico dei veicoli. Anzi, prima della riforma l'aliquota per i veicoli più inquinanti, con emissioni superiori a 190 g/km, era del 60%: il nuovo sistema ha introdotto uno sconto fiscale proprio per i più emissivi.
com/vsi
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0517:00 giu 2026