FOCUS: accelerazione economica favorisce asset ciclici (Invesco)

MILANO (MF-NW)--L’economia globale potrebbe registrare un’accelerazione nel 2026, un contesto che favorirebbe gli asset ciclici e gli investimenti più rischiosi. Tuttavia, "dubitiamo che si ripeteranno i rendimenti elevati e diffusi registrati nel 2025", commenta Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research di Invesco.

ASSET CICLICI RISULTANO FAVORITI IN QUESTA FASE DEL CICLO

"La nostra analisi dei rendimenti storici degli asset suggerisce che gli asset ciclici sono tipicamente favoriti in questa fase del ciclo. Ciò include asset quali le materie prime industriali (energia e metalli di base), le azioni, gli asset dei mercati emergenti (EM), i REIT e il credito high yield (HY)", dichiara l'esperto. "Naturalmente, molte buone notizie potrebbero essere già scontate nel prezzo di alcuni di questi asset, argomento che sarà trattato nelle sezioni successive dedicate all'analisi delle valutazioni. Le diverse economie possono trovarsi in fasi diverse dei loro cicli economici, il che complica la scelta degli asset tra le varie regioni", puntualizza Jackson. Ad esempio, l'economia tedesca ha registrato una recessione di lieve entità negli ultimi anni. Pertanto, qualsiasi accelerazione risulterà più simile alla fase iniziale di espansione del ciclo. "In quella fase del ciclo, i segmenti del mercato azionario che hanno tendenzialmente sovraperformato sono stati i titoli ciclici precoci, quelli di grandi dimensioni e quelli value", spiega l'esperto.

FOCUS SU MATERIE PRIME E AZIONI NON USA

"Continuiamo a privilegiare gli asset ciclici quali le materie prime industriali, il settore immobiliare e le azioni non statunitensi (riteniamo infatti che il mercato statunitense sia meno ciclico rispetto ad altri)", prosegue Jackson. Nell'ambito degli asset a reddito fisso, "la scelta è difficile: il segmento high yield (HY) è più ciclico, ma gli spread sono insolitamente ridotti, mentre prevediamo che le categorie di asset governativi e investment grade (IG) risentiranno dell'aumento dei rendimenti a lungo termine. Tra le diverse classi di attività, preferiamo quelle dei mercati emergenti e dell'Europa, due regioni che a nostro avviso presentano una maggiore ciclicità", osserva l'esperto.

RECESSIONE E INASPRIMENTO MONETARIO RESTANO RISCHI PRINCIPALI

Il rischio principale per questo posizionamento sarebbe una recessione e/o un'inasprimento monetario da parte delle banche centrali. "Se l'attuale interruzione delle forniture energetiche dovesse protrarsi per più di un mese, riteniamo che l'inflazione aumenterebbe e la crescita ne risentirebbe (la carenza di energia limiterebbe l'attività economica)", spiega Jackson. "Riteniamo che sarebbe difficile trovare asset in grado di registrare una performance positiva in un simile scenario, ad eccezione delle materie prime energetiche e dei titoli azionari legati alle risorse (e forse dell'oro)", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1310:48 mag 2026