FOCUS: afflussi e maggiore chiarezza normativa sostengono mercato crypto (CoinShares)
MILANO (MF-NW)--I digital asset hanno mostrato una sorprendente resilienza nell’ultima settimana, afferma James Butterfill, Head of Research di CoinShares. Dopo il messaggio restrittivo della Fed e il mancato avanzamento del Clarity Act della scorsa settimana, il contesto appariva inizialmente complesso. L’inflazione resta troppo elevata, la politica monetaria continua a essere restrittiva e i progressi sul fronte normativo hanno subito una battuta d’arresto. Eppure, anziché indebolirsi, le valutazioni hanno registrato un rialzo. "A nostro avviso, ciò non significa che le criptovalute si siano disaccoppiate dal quadro macroeconomico. Il recente movimento riflette piuttosto una combinazione di maggiore chiarezza normativa, prosecuzione degli acquisti da parte delle whales, consistenti afflussi nei fondi e crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità della politica fiscale e monetaria statunitense".
Un importante elemento di sostegno, spiega l'esperto, "è arrivato da quello che potremmo definire un dividendo normativo. Dopo il mancato avanzamento del Clarity Act, la Sec si è mossa per delineare un percorso più chiaro per una serie di digital asset, riducendo parte dell’incertezza che si era accumulata attorno alla normativa. Allo stesso tempo, gli acquisti da parte delle whale sono proseguiti da agosto, seppure su livelli relativamente contenuti. Ben più significativi sono stati i flussi, con circa 3,5 miliardi di dollari di afflussi negli ultimi cinque giorni di contrattazione. Anche il petrolio si è allontanato dai recenti massimi, con il Brent in calo rispetto ai circa 109 dollari al barile, contribuendo ad attenuare parte delle preoccupazioni immediate sul fronte dell’inflazione".
Per Butterfill l’aspetto più interessante riguarda il comportamento delle criptovalute di fronte al rinnovato orientamento restrittivo della politica monetaria. I dati Pmi statunitensi si sono rivelati superiori alle attese, rafforzando l’idea di un’attività economica ancora solida, mentre i prezzi del petrolio rimangono elevati. Anche diversi esponenti della Fed hanno adottato toni più restrittivi. Michael Barr ha sottolineato l’aumento dei rischi inflazionistici e la minore pressione proveniente dal mercato del lavoro, mentre Austan Goolsbee ha avvertito che lo shock energetico potrebbe tradursi in un’inflazione più persistente. La reazione dei mercati è stata marcata, con la probabilità implicita di un rialzo dei tassi a ottobre salita a circa il 77%.
I rendimenti dei Treasury si sono mossi di conseguenza. Il rendimento del decennale statunitense ha superato il 5%, raggiungendo i livelli più elevati dal 2007. In un quadro macroeconomico convenzionale, questo dovrebbe rappresentare un ostacolo significativo per Bitcoin. Rendimenti più elevati aumentano infatti l’attrattività dei titoli di Stato e determinano condizioni finanziarie più restrittive, mentre una Fed più hawkish tende generalmente a penalizzare gli asset maggiormente sensibili alla liquidità. "Bitcoin si è effettivamente indebolito, ma in misura decisamente inferiore rispetto a quanto ci si sarebbe potuti attendere alla luce dell’entità del riprezzamento dei tassi", puntualizza Butterfill.
Per l'esperto è probabile che questa resilienza continui a essere riconducibile a fattori macroeconomici, seppure di natura diversa. Gli investitori si stanno interrogando sempre più sulla sostenibilità di tassi elevati in un contesto in cui il debito pubblico statunitense si attesta già intorno al 122% del Pil. Rendimenti decennali superiori al 5% aumentano in maniera significativa il costo del servizio del debito e accentuano i timori sulla sostenibilità fiscale. In questo scenario, Bitcoin può iniziare a beneficiare proprio di quelle dinamiche che, in condizioni normali, dovrebbero invece rappresentare un fattore penalizzante.
Questo pone la Fed e il Tesoro statunitense in una posizione sempre più complessa, secondo Butterfill. Se l’inflazione dovesse rimanere elevata, la Fed potrebbe sentirsi costretta a procedere con un ulteriore inasprimento monetario. Tassi più alti, tuttavia, aumenterebbero ulteriormente la pressione sui conti pubblici e sul mercato dei Treasury. Se i rendimenti continuassero a salire, aumenterebbe anche la probabilità di interventi più incisivi, attraverso maggiori acquisti di Treasury o altre misure volte a contenere i rendimenti sulla parte lunga della curva.
"Si tratta ancora di un rischio di coda, piuttosto che del nostro scenario di base, ma è un elemento che sta assumendo crescente rilevanza. L’aspetto più significativo dell’ultima settimana è stata la combinazione di forti afflussi e dinamica positiva delle valutazioni, nonostante un contesto sui tassi diventato decisamente più restrittivo. Le criptovalute non si sono disaccoppiate dal quadro macroeconomico. Piuttosto, l’attenzione del mercato sembra spostarsi dalla sola preoccupazione per il livello dei tassi a un interrogativo più ampio: quanto sia sostenibile il quadro di politica economica che consente di mantenerli su questi livelli", conclude Butterfill.
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2512:50 set 2026