FOCUS: AI e politiche industriali sosterranno crescita Cina in lungo termine (Gam)

MILANO (MF-NW)--Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei prezzi energetici hanno ridotto la propensione al rischio degli investitori. In questo contesto, l’indice Msci China ha registrato una perdita del 7,7% nel mese di marzo. Nel medio termine, tuttavia, l’adozione dell’AI, il rafforzamento dell’autosufficienza nel settore dei semiconduttori e il più ampio processo di aggiornamento tecnologico dovrebbero sostenere il comparto tech cinese. Inoltre, le azioni di classe A quotate sui mercati della Cina continentale possono contribuire a ridurre l’esposizione del portafoglio alla volatilità esterna, commenta Jian Shi Cortesi, Investment Director Azioni growth Asia/Cina di Gam.

INDICE MSCI CHINA IN CALO A MARZO

L'indice Msci China (netto in usd) ha segnato un calo del 7,7% nel mese di marzo. Il comparto energetico è stato l'unico a registrare un rialzo, sostenuto dal forte aumento dei prezzi del petrolio, mentre il settore finanziario e dei servizi di pubblica utilità hanno registrato una tenuta migliore rispetto ad altri comparti. "I settori più deboli sono stati quello delle tecnologie dell'informazione, immobiliare e dei materiali, con anche i servizi di comunicazione e i beni di consumo discrezionali in calo significativo", riporta l'esperta.

INFLAZIONE PREZZI AL CONSUMO RESTA CONTENUTA

In questo contesto, i dati macroeconomici hanno presentato un quadro contrastante. "L'attività manifatturiera ha mostrato timidi segnali di stabilizzazione nel corso del mese, sostenuta dalle misure politiche e dal miglioramento degli indicatori di produzione, sebbene la domanda interna sottostante sia rimasta irregolare", prosegue Cortesi. L'inflazione dei prezzi al consumo è rimasta contenuta, mentre è persistita la deflazione a livello di prezzi alla produzione, continuando a pesare sul potere di determinazione dei prezzi delle imprese. "La ripresa nel settore immobiliare è rimasta graduale, con un miglioramento dei volumi di transazioni nelle città di livello superiore, ma con un consolidamento più ampio ancora in corso", dichiara l'esperta.

AUMENTO PREZZI PETROLIO HA PESATO SULLA PROPENSIONE AL RISCHIO

La politica è rimasta favorevole. "La Banca popolare cinese ha mantenuto un approccio mirato, con misure creditizie che hanno continuato a convogliare liquidità verso settori strategici quali la tecnologia, l'energia verde e la produzione manifatturiera avanzata. Nel corso del mese, l'Assemblea nazionale del popolo ha approvato le linee guida del 15* Piano quinquennale, ribadendo le priorità strategiche tra cui l'intelligenza artificiale, l'autosufficienza nel settore dei semiconduttori e i consumi interni", prosegue Cortesi. Le tensioni geopolitiche si sono inasprite verso la fine di febbraio e nel mese di marzo, aggiungendo un'ulteriore fonte di incertezza esterna. "L'aumento dei prezzi del petrolio ha pesato sulla propensione al rischio nei mercati cinesi, riflettendo la dipendenza del Paese dalle importazioni energetiche e contribuendo a un clima generale di avversione al rischio", spiega l'esperta.

SOCIETÀ TECH RESTANO SOSTENUTE DA TENDENZE STRUTTURALI

L'escalation delle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente ha determinato un aumento della volatilità dei mercati e ha accresciuto l'incertezza sulle prospettive a breve termine. "A nostro avviso, è improbabile che tali sviluppi abbiano un impatto duraturo sui fattori fondamentali che guidano le principali posizioni tecnologiche del portafoglio", dichiara Cortesi. "Queste società sono sostenute principalmente da tendenze strutturali della domanda, priorità politiche interne e cicli pluriennali di espansione della capacità produttiva, piuttosto che da eventi geopolitici di breve durata", continua l'esperta.

FOCUS SU AZIONI DI CLASSE A DELLA CINA CONTINENTALE

"Il portafoglio mantiene una significativa sovraponderazione nei confronti delle azioni di classe A quotate nella Cina continentale, che storicamente sono state influenzate in misura maggiore dalle condizioni di liquidità interna e dalle dinamiche politiche piuttosto che dai flussi di capitale globali", commenta Cortesi. "Riteniamo che tale posizionamento possa contribuire a moderare l'esposizione del portafoglio alla volatilità esterna rispetto a un'allocazione maggiormente orientata verso i mercati offshore. Il portafoglio mantiene inoltre un'esposizione a settori difensivi quali le telecomunicazioni e i servizi di pubblica utilità, che possono offrire un certo grado di stabilità degli utili durante i periodi di maggiore incertezza", prosegue l'esperta. Nel medio termine, l’adozione dell’intelligenza artificiale, il rafforzamento dell’autosufficienza nel settore dei semiconduttori e il più ampio processo di aggiornamento tecnologico rappresentano temi strutturali di rilievo all’interno del mercato azionario cinese. "Il portafoglio mantiene un'esposizione a società che operano in questi settori e che, a nostro avviso, sono posizionate per beneficiare di queste tendenze a lungo termine", conclude Cortesi.

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1811:00 mag 2026