FOCUS: AI e robotica per rispondere alle sfide demografiche (Ubs)

MILANO (MF-NW)--Meno nascite, vite più lunghe e una diversa composizione per età stanno già rimodellando l’economia, i conti pubblici e la politica. La tecnologia non può invertire queste tendenze demografiche, ma può attenuarne le conseguenze economiche. Un esempio, spiega Matteo Ramenghi, chief investment officer di Ubs Wm Italy, è fornito dal Giappone, Paese poco incline all'immigrazione e che ha deciso di puntare sulla robotica, passando dall'introduzione del 1* umanoide nel 2000 ai 450 mila robot industriali del 2024.

LE ECONOMIE AVANZATE DAVANTI ALLA SFIDA DEL CALO DEMOGRAFICO

Si tratta di una strada che anche altre economie potrebbero seguire per produrre di più, nonostante una forza lavoro ridotta. Ciò legherebbe la crescita non tanto al numero di abitanti, quanto alla tecnologia e alla produttività. Una spinta che potrebbe pure diventare indispensabile, a livello globale infatti il tasso di fecondità è passato dai 5 figli per donna all'inizio degli anni 60 ai 2,25 odierni, ormai prossimo alla soglia di sostituzione del 2,1, sotto la quale la popolazione si ridurrà. Se si guarda alle economie più avanzate, il tasso era già all'1,6 negli Usa e in Francia nel 2025, all'1,5 nel Regno Unito e in Germania e all'1,2 in Italia e Giappone. Le differenze, per quanto apparentemente minime, implicano effetti rilevanti: con un tasso di fecondità dell'1,8 il calo è del 34% in 4 generazioni, mentre con l'1,4 si scende del 76%. Complessivamente, le Nazioni Unite indicano un aumento a quota 10,3 mld di abitanti nel 2085, seguito da una diminuzione che procederà secondo traiettorie differenti tra le varie aree. L'Africa raggiungerà, dagli attuali 1,5 mld, quota 2,4 mld nel 2050 e 3,8 mld nel 2100, coprendo il 37% della popolazione globale. Alla metà del secolo si scenderà a 1,3 mld in Cina per poi arrivare a 649 mln alla fine dello stesso. Nel mentre, l'Europa passerà dai 745 mln attuali ai 595 mln, con l'Italia che potrebbe vivere un calo del 40%.

L'IMMIGRAZIONE PUÒ NON BASTARE PER ATTENUTARE LA CARENZA DI MANODOPERA

Anche l'invecchiamento della popolazione ha effetti rilevanti. Nel 2024 la speranza di vita mondiale ha raggiunto i 73,3 anni, 8,4 in più rispetto al 1995, con le proiezioni che indicano i 77,4 anni nel 2054 e gli 81,7 nel 2100. In questo contesto l'immigrazione può attenuare la carenza di manodopera e ampliare la base fiscale, ma comporta comunque costi per istruzione, alloggi, sanità e integrazione, con il saldo economico che dipenderà dalla composizione dei flussi e dalla capacità di inserimento nel mercato del lavoro. Secondo il Fmi inoltre, l'invecchiamento sottrarrà 1,1 punti percentuali alla crescita annua del Pil mondiale fino al 250 rispetto al periodo 2016-2018.

L'AI E LA ROBOTICA RIESCONO A COMPENSARE?

Secondo alcune stime, ad esempio dello stesso Fmi, di Pwc o di Goldman Sachs, il contributo positivo dell'AI e della robotica potrebbe raggiungere il 5-10% del Pil nel prossimo decennio. Masayoshi Son, ceo di SoftBank, prevede che entro il 2040 opereranno circa 1 mld di robot umanoidi e che l’economia legata a questo settore e all'AI potrà raggiungere 1/5 del Pil mondiale. L’effetto di queste tendenze sull’inflazione non è però univoco: in una 1* fase, l’aumento della spesa pubblica e la carenza di manodopera potrebbero alimentarla e, in seguito, il calo della domanda potrebbe attenuarla. Nel medio termine, inoltre, la tecnologia tende a essere disinflazionistica, perché consente di produrre più beni e servizi con la stessa quantità di lavoro e capitale. Nei Paesi Ocse però, la spesa annua per pensioni e sanità dovrebbe aumentare di almeno il 5% del Pil entro il 2060. Quella pensionistica salirebbe dall’8,2% del Pil nel 2019 al 10,3%, mentre quella sanitaria passerebbe dal 6,5% al 9%, con un ulteriore aggravio per i bilanci pubblici. Per rendere gestibile il debito, potrebbero quindi riaffacciarsi politiche di repressione finanziaria, volte a comprimere artificialmente i costi di finanziamento dei governi e i rendimenti di mercato, spesso al di sotto dell’inflazione, così da "svalutare" il debito in termini reali. Tra questi strumenti figurano la compressione dei tassi d’interesse, l’aumento della massa monetaria e l’acquisto di titoli.

LA LONGEVITÀ APRE NUOVE OPPORTUNITÀ PER GLI INVESTITORI

Per gli investitori, la longevità può aprire nuove opportunità: nel breve spicca il settore sanitario, ma il progressivo invecchiamento potrebbe avere effetti positivi anche su alcuni comparti dei beni di consumo, dei servizi finanziari e dell’immobiliare.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2917:48 ott 2026