FOCUS: aspettative su utili futuri guidano rendimenti indici globali (Invesco)
MILANO (MF-NW)--Analizzando la performance degli indici globali, emerge come il principale motore dei rendimenti non sia stato né il contributo dei dividendi né l’espansione dei multipli, bensì la revisione delle aspettative sugli utili futuri, Commenta Daniel Zanin, Cfa Senior Analyst, Investment Research di Invesco.
IL MERCATO GUARDA ALLE ASPETTATIVE DI CRESCITA
"In altre parole, il mercato non si è mosso limitandosi a valutare l’Hic et Nunc – il qui e ora –, ma ha ragionato in un’ottica di Hic et Hung – il qui ed in sospeso -. Gli investitori hanno continuamente aggiornato ciò che potrebbe esistere, e non ciò che è. Questo è esattamente lo spazio del desiderio", spiega l'esperto. "Lacan direbbe che non desideriamo mai davvero l’oggetto in sé, ma ciò che quell’oggetto promette di colmare: una mancanza, una distanza, una tensione verso qualcosa che non è ancora lì. Applicato ai mercati, questo significa che non compriamo solo utili, margini o cash flow; compriamo storie sugli utili, narrazioni sui margini, aspettative di crescita", prosegue Zanin.
REVISIONE UTILI ATTESI SPIEGA GRAN PARTE DEI RITORNI
La revisione degli utili attesi spiega infatti gran parte dei ritorni sulle diverse regioni, mentre dividendi e multipli giocano ruoli secondari e più instabili. "Il che equivale a dire che il vero driver non è stato l’oggetto, il livello attuale degli earnings, ma il movimento del desiderio attorno a quell’oggetto, cioè il modo in cui il mercato ha ridefinito, passo dopo passo, ciò che si aspettava dal futuro", dichiara l'esperto. Questa dinamica aiuta a spiegare un meccanismo apparentemente noto: le revisioni degli utili attirano flussi e i flussi rafforzano le revisioni. "Non è solo un meccanismo informativo, è un meccanismo desiderante. Perché il desiderio, nella lettura lacaniana, è sempre mediato dagli altri: desideriamo ciò che è riconosciuto, ciò che è condiviso, ciò che circola come promessa credibile", spiega Zanin. "Così, negli ultimi due anni, il mercato ha progressivamente costruito e rafforzato alcune narrazioni come resilienza degli utili, tenuta dei margini, produttività, innovazione e lo ha fatto attraverso il canale più diretto possibile: alzando le aspettative sugli utili. È lì che si è concentrato il capitale, perché è lì che si è concentrato il desiderio", continua l'esperto.
FOCUS SULLA QUALITÀ DELLA CRESCITA
"Quando le aspettative migliorano, non si chiude il ciclo: si apre il successivo. Non basta più una revisione al rialzo, serve una revisione più alta, più diffusa, più convincente. Non basta più la crescita, serve la qualità della crescita. Il mercato non cerca un equilibrio finale, ma una continua ridefinizione di ciò che manca", osserva Zanin. È per questo motivo che fasi di compressione dei multipli possono convivere con mercati in salita: perchè il motore non è necessariamente il prezzo pagato per gli utili, ma la traiettoria attesa degli utili stessi. "In un certo senso, potremmo dire che negli ultimi due anni il mercato ha prezzato più il vuoto che il pieno: più la distanza tra oggi e domani che il livello attuale dei fondamentali. E questa non è un’anomalia, è una caratteristica strutturale", prosegue l'esperto.
CAPITALI SEGUONO ASPETTATIVE
"Il punto, quindi, non è solo capire se gli utili cresceranno o meno, ma comprendere quando smetteranno di essere l’oggetto del desiderio dominante", commenta Zanin. Perché finché il mercato continuerà a rivederli al rialzo, continuerà anche a sostenere i prezzi. "Ma nel momento in cui cambierà la storia, nel momento in cui quel vuoto verrà percepito come meno interessante o verrà sostituito da un altro, il movimento dei capitali seguirà", puntualizza l'esperto. In fondo, "non sono gli utili a guidare i rendimenti, è il desiderio degli utili che ancora non si manifestano a guidare gli animi degli investitori", conclude Zanin.
cba
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2611:17 mag 2026