FOCUS: attacco di Kiev su Mosca riporta attenzione su ruolo crescente dei droni (HANetf)

MILANO (MF-NW)--Nella notte tra sabato 16 maggio e domenica 17 maggio, l’Ucraina avrebbe lanciato la più ampia ondata di attacchi con droni su Mosca dall’inizio della guerra (circa 600 droni), mettendo sotto pressione parte della rete di difesa aerea russa e diversi siti legati alle infrastrutture energetiche e alla produzione di elettronica per la difesa sarebbero stati colpiti.

Secondo Tom Bailey, head of Research di HANetf, l’episodio offre "due chiavi di lettura rilevanti: il primo aspetto riguarda l’evoluzione dell’industria ucraina della difesa. Secondo le informazioni disponibili, tutti i droni impiegati nell’attacco di Kiev verso Mosca sarebbero stati prodotti internamente da aziende ucraine, tra cui Fire Point. Dall’inizio della guerra, la capacità produttiva dell’Ucraina nel settore dei droni per la difesa è aumentata in modo significativo e il Paese guarda ora agli investimenti internazionali e ai mercati di esportazione per sostenere un ulteriore aumento della produzione".

"Il secondo elemento - secondo l'esperto - riguarda il ruolo degli sciami di droni. La difficoltà apparente delle difese aeree di Mosca nel proteggere obiettivi sensibili evidenzia un rischio più in generale: droni economici e prodotti su larga scala possono esercitare una pressione significativa anche su sistemi di difesa aerea avanzati. Le difese tradizionali sono state concepite principalmente per contrastare aerei, missili da crociera e missili balistici. In molti casi, questo può tradursi nell’impiego di intercettori costosi contro droni relativamente economici. Inoltre, quando i droni vengono utilizzati in grandi quantità emergono due problemi: l’elevato costo per singola intercettazione e la disponibilità limitata di munizioni e intercettori".

"Alcuni esempi aiutano a inquadrare la questione. Rheinmetall, attraverso Skynex e Skyranger, offre sistemi di difesa aerea basati su cannoni, sensori e munizioni airburst programmabili, con un costo riportato di circa 4.000 dollari per ingaggio. Bae Systems, con Apkws, propone un razzo da 70 mm a guida laser impiegato come intercettore anti-drone a costo inferiore, con un costo indicato di circa 25.000 dollari per munizione. Thales, invece, si muove nel campo dell’energia diretta a radiofrequenza: il sistema Rfdew mira a neutralizzare i droni interferendo con la loro elettronica, con un costo riportato di circa 10 penny, o 13 centesimi, per colpo. La differenza tra queste soluzioni - osserva l'esperto - mostra perché governi e forze armate stanno aggiungendo nuovi livelli ai propri sistemi di difesa aerea. L’obiettivo non è sostituire le capacità esistenti, ma affiancarle con soluzioni anti-drone più economiche, flessibili e adatte a rispondere a minacce distribuite e numericamente rilevanti".

com/vsi

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1816:07 mag 2026