FOCUS: aumento volatilità in vista con il nuovo presidente Fed (T. Rowe Price)
MILANO (MF-MW)--Le tensioni in Medio Oriente e l'ottimismo legato all'AI continuano a trainare i mercati, distogliendo parzialmente l'attenzione dal nuovo presidente Fed, Kevin Warsh. Durante la sua audizione di conferma al senato, Warsh ha sostenuto la necessità di cambiamenti strutturali nel modo in cui la banca centrale gestisce la politica monetaria. I suoi obiettivi dichiarati includono la riduzione delle dimensioni del bilancio Fed e l'eliminazione della forward guidance. "A lungo termine, ritengo che queste misure avrebbero la conseguenza involontaria di aumentare la volatilità del mercato, sia implicita che realizzata", commenta Arif Husain, Cfa, Head of Global Fixed Income, Chief Investment Officer, Fixed Income di T. Rowe Price.
LA POLITICA DELLA FED DOPO LA GRANDE CRISI
"Dalla crisi finanziaria globale in poi, molti investitori sono stati premiati per aver scommesso su una minore volatilità attraverso la vendita di opzioni o altre strategie che beneficiano del calo della volatilità. Ad esempio, il restringimento degli spread creditizi rappresenta implicitamente una scommessa sul calo della volatilità", spiega l'esperto. La politica monetaria della Banca centrale dopo la crisi finanziaria globale, incluso il quantitative easing su vasta scala, è stata particolarmente incisiva nel ridurre la volatilità. "L'ormai celebre Fed put ha visto la banca centrale immettere una liquidità sostanziale e fornire una forward guidance che ha ancorato le aspettative di inflazione e ridotto le probabilità di scenari estremi", prosegue Husain. "Sebbene anche altri fattori strutturali del mercato siano stati significativi nel ridurre i livelli di volatilità, credo che la Fed e le altre banche centrali globali siano state il motore principale. Le loro azioni hanno ridotto la volatilità dei tassi, il che ha portato a una minore volatilità nei mercati del credito e, di conseguenza, in quelli azionari", dichiara l'esperto.
REVOCA FORWARD GUIDANCE OFFUSCA PROSPETTIVE POLITICA MONETARIA
"Un tentativo della Fed di ridurre ulteriormente il proprio bilancio, dopo che la banca centrale ha concluso il suo ultimo programma di quantitative tightening alla fine del 2025, dovrebbe spingere il mercato a ripensare le storiche aspettative di un calo della volatilità", continua Husain. Allo stesso modo, l'eliminazione della forward guidance, compreso il dot plot, avrebbe lo stesso effetto, offuscando le prospettive di politica monetaria e aprendo la strada a una gamma più ampia di possibilità.
RIDUZIONE BILANCIO CONTRASTA OBIETTIVI TRUMP SU TASSI
Inoltre, il desiderio di ridurre il bilancio contrasta con l'obiettivo dell'amministrazione Trump di mantenere i tassi al livello più basso possibile. "Abbiamo visto la sensibilità dell'amministrazione nei confronti di rendimenti dei Treasury più elevati nella reazione al Liberation day, quando ha successivamente fatto marcia indietro sui dazi punitivi. Più di recente, a gennaio, il presidente Donald Trump ha ordinato a Fannie Mae e Freddie Mac, che forniscono liquidità al mercato immobiliare, di acquistare 200 miliardi di dollari in titoli garantiti da ipoteca per contribuire a spingere al ribasso i tassi sui mutui", riporta l'esperto. "La compressione dei rendimenti - una forma di repressione finanziaria attuata tramite l'intervento pubblico o la regolamentazione - può distorcere i mercati dei titoli di Stato e mantenere la volatilità più bassa di quanto non sarebbe altrimenti", prosegue Husain. Naturalmente, "gli Stati Uniti non sono la prima economia a flirtare con una forma di repressione finanziaria", puntualizza l'esperto. Il programma di controllo della curva dei rendimenti della Bank of Japan (BoJ) è stato uno dei più duraturi, dal 2016 al 2024. La BoJ ha acquistato quantità illimitate di titoli di Stato giapponesi per porre un tetto al rendimento del titolo a 10 anni allo 0% (successivamente modificato all'1%).
ATTESA MAGGIORE VOLATILITÀ IN MEDIO TERMINE
"Il punto centrale è che deve esserci un chiaro coordinamento tra la strategia di bilancio della banca centrale e la strategia fiscale del governo. All'apparenza questo non avverrà, il che probabilmente porterà di nuovo a una maggiore volatilità e a rendimenti potenzialmente più elevati", dichiara Husain. "Tutte queste forze, a volte contraddittorie, genereranno probabilmente una maggiore volatilità nel medio termine e oltre", continua l'esperto. "Una volatilità in calo o contenuta ha fatto da ancora a molti degli approcci di investimento di maggior successo negli ultimi dieci anni o più. È improbabile che il prossimo decennio sia uguale", conclude Husain.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1511:30 giu 2026