FOCUS: Banca d’Italia conferma l’attuale assetto geografico sulle riserve auree (Confinvest Oro)
MILANO (MF-NW)--"La decisione di Banca d'Italia di non modificare l'attuale distribuzione geografica delle riserve auree è particolarmente significativa, soprattutto se letta nel confronto con le scelte compiute da altre banche centrali europee".
Lo ha affermato Simone Manenti, amministratore delegato di Confinvest Oro, puntualizzando che "l'Italia detiene circa 2.450 tonnellate di oro, per un valore ai prezzi correnti di circa 300 miliardi di euro, cresciuto di circa 10 miliardi negli ultimi otto mesi. Si tratta della quarta riserva aurea al mondo, dopo Federal Reserve, Bundesbank e Fondo Monetario Internazionale. Il 44,8% delle riserve è custodito in Italia, il 43,2% negli Stati Uniti, poco più del 6% in Svizzera e il 5,7% nel Regno Unito".
"La scelta di mantenere una parte consistente dell'oro fuori dai confini nazionali risponde a una logica precisa: oltre alle ragioni storiche legate ai luoghi in cui il metallo fu acquistato, Banca d'Italia richiama una strategia di diversificazione finalizzata a ridurre i rischi e la necessità di mantenere parte delle disponibilità nelle principali piazze finanziarie internazionali, dove possono essere utilizzate più rapidamente in caso di necessità, limitando tempi e costi di trasferimento", ha proseguito l'ad.
Secondo Manenti, "il confronto europeo mostra che non esiste un unico modello di gestione. La Banca centrale olandese ha recentemente riposizionato parte dell'oro precedentemente detenuto negli Stati Uniti e in Canada verso il Regno Unito e i Paesi Bassi. In passato anche la Bundesbank aveva riportato una quota significativa delle proprie riserve a Francoforte, mantenendone comunque il 30% a New York, mentre la Banca di Francia ha concentrato tutto o quasi il proprio oro a Parigi. Banca d'Italia, invece, ha scelto di confermare l'assetto attuale".
L'amministratore delegato di Confinvest Oro ha concluso affermando che "sono strategie di custodia differenti, ma accomunate da un principio di fondo: l'oro continua a essere considerato un presidio di sicurezza e uno strumento di diversificazione delle riserve. Per una Banca centrale non è un patrimonio da gestire con la stessa logica di un normale portafoglio di titoli, ma una riserva strategica pensata anche per preservare capacità di intervento e fiducia nel sistema finanziario nelle situazioni di crisi.È proprio questo che rende interessante il dibattito sulla localizzazione delle riserve: cambiano le strategie di custodia, ma resta invariata la centralità dell'oro nelle politiche di protezione e diversificazione delle banche centrali".
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1512:08 set 2026