FOCUS: banche e fondazioni critiche con il governo su contributo in manovra
ROMA (MF-NW)--Banche e fondazioni criticano il contributo in manovra richiesto dal governo al settore finanziario. In occasione della giornata del risparmio il numero uno dell'Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, ribadisce che la nuova richiesta del governo disattende l'accordo raggiunto a distanza di appena un anno; il presidente dell'Acri Giovanni Azzone sostiene che "le fondazioni bancarie vengono penalizzate due volte" e l'ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina parla di "una concentrazione" delle misure "sul settore bancario" ricordando "l'importanza della parola data".
"Mi sarebbe piaciuto oggi annunciare un progetto che avevamo in cantiere di sostegno allo sport dilettantistico inclusivo. Le fondazioni prevedevano di investire 100 milioni di euro nel prossimo triennio, naturalmente questo progetto in questo momento è sospeso perché non abbiamo idea di quale sarà poi il risultato finale della legge di bilancio", ha affermato il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo Giovanni Azzone, sottolineando che con il contributo delle banche e del settore assicurativo inserito nella manovra "le fondazioni bancarie vengono penalizzate due volte perché oltre alla riduzione dei dividendi avranno un aumento dell'imponibile sui dividendi. Mi sembra che ci sia un segnale che rende meno strategico, forse, per il paese, la presenza nell'azionariato delle grandi banche delle fondazioni e credo che su questo qualche riflessione sia da fare. Non ho visto un articolato" della manovra, ha precisato, "si parla di un aumento dell'Ires o di una riduzione delle deduzioni. La stima che noi facciamo è di una settantina di milioni di euro, però è inutile mettersi a dare i numeri al lotto".
Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha auspicato che "prima che la legge di bilancio sia stampata e veda la luce ci sia una riflessione" sulle misure a carico di banche e assicurazioni per il 2027 che prevedono un "gravoso aggravio dell'Irap. La stagione delle crisi bancarie molti dei presenti non se la sono dimenticata e l'hanno pagata al punto che ci è costata 1,1 miliardi in risanamento della Popolare di Bari" che dovrebbero già valere come contributi da parte del settore bancario. "Penso che la stabilità prospettica delle imposte sia fondamentale per la certezza del diritto e per dare certezza ai risparmiatori", ha proseguito.
L'ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha ribadito un "giudizio estremamente positivo sull'operato di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti" nella "gestione del bilancio pubblico" ma "credo ci debba essere un giusto equilibrio su tutti i soggetti che generano reddito e vedo una concentrazione sul settore bancario" delle misure. Messina ha precisato di non aver mai dato "nessuna apertura ai contributi delle banche. Il ministro parlava dell'importanza della parola data, che è un'importanza assoluta e che il rispetto della parola rappresenta un presupposto per la fiducia. Nel caso delle banche questo non è accaduto perché l'accordo preso l'anno scorso per i tre anni successivi ha visto un ulteriore contributo quest'anno".
"Più volte in queste settimane ho parlato di una barca da proteggere in tempi di potenziale burrasca. Ecco, caro Patuelli, siamo tutti nella stessa barca", ha replicato il ministro Giorgetti intervenendo alla giornata del risparmio, ribadendo che "tutte le componenti del paese devono contribuire al percorso di risanamento della finanza pubblica, vale in primis per il settore finanziario che ne ha largamente beneficiato. Nelle situazioni difficili lo Stato ha aiutato il sistema bancario. Il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nel miglio decisivo per la sostenibilità della finanza".
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3017:58 ott 2026