FOCUS: banche Ue in piena trasformazione, i casi emblematici di UniCommerz e di Bnp Paribas (BG Saxo)
MILANO (MF-NW)--Per anni le banche europee hanno rappresentato il lato meno seducente dei mercati: troppo regolamentate, troppo frammentate, troppo lente. Negli ultimi cinque anni, però, questa percezione è andata cambiando grazie a depositi stabili, una forte capacità distributiva, rendimenti sul capitale in miglioramento e modelli di business che, in un contesto di tassi non più compressi ai minimi, appaiono oggi più robusti e credibili.
Lo sostiene Ruben Dalfovo, Investment Strategist di BG Saxo e Saxo Bank, sottolineando che il lancio dell'Ops, da parte di Unicredit, per salire sopra il 30% di Commerzbank, ma anche la decisione di Bnp Paribas di puntare con maggiore decisione sull'asset management dopo l'acquisizione di Axa Investment Managers, evidenziano la volontà dei due istituti di crescere in dimensione, ampliare la distribuzione e avere un controllo sempre più ampio sull'intera relazione con il cliente.
Questo in un contesto ancora pieno di contraddizioni, come si evince dai commenti poco accomodanti del governo tedesco contro l'Ops di Unicredit. I policymaker, a detta di Dalfovo, "ripetono spesso di voler costruire banche continentali più forti, e la Banca Centrale Europea ha più volte incoraggiato un maggiore consolidamento transfrontaliero, ma quando si presenta un'operazione concreta è ancora la politica nazionale a tirare il freno. In teoria l'Europa promuove l'integrazione, nella pratica, però, resta spesso ancorata alla logica dei confini nazionali".
Per gli investitori, prosegue l'analisi di Bg Saxo, questo conta, perché la dimensione nel settore bancario non riguarda solo bilanci più grandi, ma anche gli investimenti in tecnologia, i costi di compliance, l'ampiezza dell'offerta di prodotti e la capacità di servire i clienti lungo tutta la catena del valore, dal credito ai pagamenti, dal trade finance alla gestione della ricchezza.
Bnp Paribas racconta la stessa storia, ma con un taglio più raffinato: la banca universale di oggi non è più soltanto un istituto che concede credito e aspetta di incassare margini di interesse. Anche per questo, la tradizionale distinzione tra banche e asset manager appare oggi meno marcata: Bnp Paribas non guarda al passato, ma punta a rafforzare la distribuzione, aumentare la stabilità delle masse gestite e consolidare la propria posizione nel risparmio di lungo termine. Si tratta, sostiene Dalfovo, di "una forma di espansione bancaria molto più moderna rispetto alla semplice apertura di nuove filiali nel quartiere accanto".
Tutto questo in un contesto multisfaccettato che, ad esempio, vede le tensioni del credito privato gettare le prime ombre su Wall Street. Secondo dati di Moody's citati da Reuters, a metà del 2025 le banche avevano oltre 925 miliardi di dollari tra esposizioni dirette e impegni verso società riconducibili al private credit e al private equity. Intanto, fintech come Revolut hanno ottenuto una piena licenza bancaria.
Il percorso, insomma, rimane irto di ostacoli: la politica può ancora bloccare le principali fusioni transfrontaliere, come dimostra il caso Commerzbank. Il costo del credito può salire se l'economia europea dovesse rallentare. E le attività commissionali sono più stabili dei ricavi da trading, ma non sono immuni né alla volatilità dei mercati né a un indebolimento dell'attività dei clienti. Esiste anche un rischio più sottile: le banche potrebbero provare a diventare tutto insieme, finendo per accumulare complessità invece di rafforzare il focus strategico.
Dalfovo individua quindi quattro punti che gli investitori dovrebbero tenere a mente prima di investire nel comparto: osservare quali banche riescono a diversificare gli utili oltre il semplice business del credito e sanno spiegare con chiarezza questa combinazione; considerare la solidità dei depositi e l'ampiezza della distribuzione come veri vantaggi competitivi, e non come dettagli di contorno apparentemente noiosi; distinguere l'ambizione politica dalla reale fattibilità delle operazioni nelle fusioni bancarie transfrontaliere; seguire i punti in cui i modelli fintech stanno convergendo verso il banking, invece di limitarsi a considerarli soltanto come competitor.
bon
andrea.bonfiglio@mfnewswires.it
(fine)
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1816:58 mar 2026