FOCUS: Bce alla prova tra inflazione e tensioni in Francia (Ubp)

MILANO (MF-NW)--"La Bce dovrebbe continuare a mantenere invariato il proprio tasso di interesse", dichiara Michaël Lok, Group CIO and Co-ceo Asset Management presso Ubp. "Le pressioni inflazionistiche rimangono elevate, poiché i prezzi del petrolio e del gas si trovano in uno scenario di 'livelli elevati più a lungo', ma la Bce sottolineerà l'assenza di un evidente effetto di trasmissione sull'inflazione di fondo per giustificare il mantenimento di una posizione attendista; inoltre, l'aumento dei rendimenti dei titoli a lungo termine negli ultimi mesi ha inasprito le condizioni finanziarie, con un effetto equivalente a un aumento indiretto dei tassi da parte della Bce".

"Per la Bce, sarà la prima conferenza stampa di Lagarde da quando lo spread Oat-Bund ha superato i 150 punti base, quindi i suoi commenti sulla Francia saranno seguiti con attenzione", prosegue l'esperto. "La situazione in Francia continua a deteriorarsi, con gli Oat a 10 anni che hanno chiuso la settimana sopra il 5% per la prima volta dal 2002. Lo spread Oat-Bund si è ampliato di 30 punti base a 167 punti base, il livello più ampio dalla crisi del debito sovrano dell'Eurozona".

"Moody's - a sorpresa - ha mantenuto la Francia al rating Aa3 con outlook negativo, sottolineando che tale rating presuppone l'adozione da parte della Francia di un bilancio per il 2027 volto alla riduzione del deficit", spiega l'analista. "Secondo le nostre stime, la Francia necessita di un aggiustamento di circa 150 miliardi di euro per raggiungere l'avanzo primario del 2% del Pil necessario a mantenere stabile il rapporto debito/Pil, un risultato altamente improbabile alla luce dei 25 anni di disavanzi primari e dello scarso capitale politico a disposizione per agire prima delle elezioni presidenziali della prossima primavera. In assenza di un piano concreto, la strada più facile sembra essere quella di un continuo ampliamento degli spread degli Oat".

"Considerando quanto il settore bancario sia strettamente legato alla salute del debito sovrano, le obbligazioni At1 (Additional Tier 1) delle banche francesi hanno naturalmente iniziato a sottoperformare. Gli spread degli At1 a livello di indice hanno toccato il minimo storico di 207 punti base all'inizio di settembre e da allora si sono ampliati a 270 punti base, un livello comunque contenuto rispetto agli standard storici", dichiara Lok.

"La Francia rappresenta il 20% dell'indice At1, mentre l'Italia e la Spagna, dove gli spread sovrani si sono ampliati in modo analogo, ne costituiscono un ulteriore 15%. Riteniamo quindi che vi sia un margine significativo per un ampliamento degli spread qualora la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente e, nella nostra asset allocation, abbiamo sostituito l'esposizione agli At1 con titoli high yield (Hy), mantenendo un elevato livello di carry e, al contempo, riducendo l'esposizione al rischio di un peggioramento del quadro in Francia", conclude l'esperto.

dfg

gaia.difraia@mfnewswires.it

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2809:56 ott 2026