FOCUS: Bce; rialzo a giugno quasi certo, focus su previsioni future (Ing)
MILANO (MF-NW)--I mercati danno ormai per certo un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce nella riunione dell'11 giugno. In questo quadro, l'attenzione degli investitori si concentrerà sulle indicazioni che l'Istituto centrale fornirà sulle prossime mosse di politica monetaria, commenta Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing.
ANDAMENTO INFLAZIONE COMPLESSIVA ANCORA IN LINEA CON PROIEZIONI
La Bce si trova ad affrontare uno scenario già previsto: aumento dell'inflazione complessiva, con i prezzi dell'energia più elevati che hanno effetti a catena su altri settori dell'economia. "Ma ciò non toglie che l'andamento dell'inflazione complessiva è rimasto sostanzialmente in linea con le proiezioni della Bce di marzo, mentre l'inflazione core si è rivelata leggermente superiore", spiega l'esperto. "Guardando al prossimo futuro, non si vedono scenari in cui l'inflazione dell'Eurozona possa calare. Ciononostante, la crescita dei prezzi non dovrebbe essere brusca, bensì moderata e graduale", dichiara Brzeski. "Sebbene alcuni critici sostengano che la Bce rischi di ripetere l'errore del 2022, ovvero di reagire troppo tardi a un evidente shock inflazionistico, il paragone con quel periodo è viziato, soprattutto in termini di stimolo fiscale e risparmi", prosegue l'esperto. La Bce aumenterà i tassi la prossima settimana. Tuttavia, il contesto macroeconomico attuale non giustifica aggiustamenti aggressivi, almeno non in questa fase.
ATTESO RIALZO PRECAUZIONALE LA PROSSIMA SETTIMANA
In questo contesto, "il rialzo dei tassi da parte della BCE la prossima settimana dovrebbe essere visto come una sorta di aumento precauzionale", spiega Brzeski. "Una sorta di assicurazione se vogliamo: perché il rischio di non fare nulla e di rimanere, potenzialmente, indietro rispetto alla curva dei rendimenti è maggiore del rischio di eventuali effetti negativi sulla crescita derivanti da tassi di interesse più elevati", osserva l'esperto. "Finché il mercato obbligazionario si farà carico del lavoro della Bce rendendo di fatto più aggressiva la politica monetaria, finché i governi non alimenteranno una spirale inflazionistica con stimoli fiscali e finché gli indicatori di fiducia rimarranno deboli, è difficile immaginare che la Bce voglia davvero contrastare uno shock dell'offerta esogeno a costo di peggiorare una contrazione economica", continua Brzeski. In questo quadro, l'attenzione si concentrerà sulle indicazioni che la Bce fornirà su cosa accadrà dopo la riunione della prossima settimana. "A questo proposito, ci sono tre aspetti importanti da tenere d'occhio durante la conferenza stampa", dichiara l'esperto.
1. NUOVE PREVISIONI BCE
"Sebbene la guerra in Medio Oriente si sia protratta molto più a lungo di quanto previsto, le variabili di mercato non si sono mosse di pari passo con la lunga durata. In altre parole: i prezzi del petrolio, i tassi di cambio e i rendimenti obbligazionari si attestano attualmente su livelli prossimi a quelli di marzo", riporta Brzeski. Di conseguenza, "non prevediamo cambiamenti significativi nelle nuove proiezioni macroeconomiche della BCE: anch'esse dovrebbero attestarsi vicine ai livelli di marzo. Al limite, le previsioni sull'inflazione per quest'anno potrebbero essere riviste leggermente al rialzo; la crescita potrebbe essere rivista marginalmente al ribasso. D'altra parte, è improbabile che il quadro per il 2027 e gli anni successivi subisca modifiche", prosegue l'esperto.
2. LA DELICATA COMUNICAZIONE DI FRANCOFORTE
Quando l'Istituto centrale aveva iniziato a aumentare i tassi nel 2022, i rialzi erano stati preannunciati nella riunione precedente. "All'epoca, era ovvio che la Bce avrebbe dovuto intraprendere una serie di rialzi dei tassi. Questa volta è diverso. Non ci aspettiamo che la Bce si impegni in anticipo su ulteriori misure l'11 giugno, ma piuttosto che ribadisca l'approccio riunione per riunione", commenta Brzeski. "Questo non solo rifletterebbe una posizione cauta ma ragionevole, ma anche il semplice fatto che le opinioni all'interno della Bce saranno molto diverse. Un aumento dei tassi precauzionale è la soluzione più ovvia al momento, ma andare oltre potrebbe avere effetti negativi più gravi sulla crescita e non per tutti i membri della Bce costituirebbe l'alternativa più sensata", spiega l'esperto. "Per questo motivo ci aspettiamo che la BCE sarà cauta: non definirà l'aumento una tantum, ma non darà per scontato che ce ne saranno altri. Adotterà un tono che potremmo definire da falco delicato", osserva Brzeski.
3. CI SARÀ UN UOMO NUOVO AL FIANCO DI LAGARDE
Durante la conferenza stampa ci sarà un uomo nuovo al fianco di Christine Lagarde. Boris Vujcic, ex governatore della banca centrale croata, prenderà il posto di Luis de Guindos come nuovo vicepresidente. "Con Vujcic, la Bce tornerà ad avere un dottore in economia tra presidenza e vicepresidenza. Una circostanza che non vedevamo dai tempi di Mario Draghi. Tuttavia, se Vujcic seguirà il percorso tracciato dai suoi predecessori, non sentiremo granché delle sue analisi economiche. Infatti, di solito gli interventi dei vicepresidenti Bce alle conferenze stampa durano meno di un pezzo da radio", commenta l'esperto. In definitiva, "la riunione della BCE della prossima settimana promette molta azione: un aumento dei tassi e molte speculazioni sui prossimi passi", conclude Brzeski.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0413:29 giu 2026