FOCUS: Bitcoin si avvia verso il rally di fine anno (21shares)

MILANO (MF-NW)--Agosto ha rappresentato il momento in cui si è smesso di chiedersi quando il Bitcoin avrebbe toccato il fondo della sua caduta, con la criptovaluta che ha fatto registrare un rialzo del 12% in appena 24 ore e del 25% in tutto il mese. Tuttavia, "ora che la ripresa c'è stata, quello che moltissimi operatori si chiedono è se si sia trattato solo di un fuoco di paglia o se sussistono delle condizioni affinché prosegua anche a settembre e oltre" afferma Eliézer Ndinga, Head of Research di 21shares.

UNA RIPRESA A TAPPE

"Nel momento in cui si scrive, il Bitcoin è scambiato ben al di sopra delle sue medie a 50 e 200 giorni, con la quotazione che sembra tendere alla media di 50 settimane, situata intorno agli 81.000 dollari. Ma il range 81.000-82.000 usd è lo stesso che, quando è stato raggiunto a inizio anno, durante la fase di ribasso, aveva innescato un crollo che aveva portato il prezzo ad arretrare fino ai minimi dell'area 57.000-58.000 usd. Se a questo si aggiunge che la soglia degli 82.500 usd rappresenta anche il "cost basis" per i detentori di Etf su Bitcoin negli Stati Uniti, cioè quel valore superato il quale una vasta platea di investitori conseguirebbe un guadagno, diventa chiaro come un mantenimento delle posizioni al di sopra di tale soglia segnalerebbe aspettative positive sull'andamento futuro dell'asset" spiega l'esperto. "Al contrario", aggiunge, "un'ondata di sell-off indicherebbe un sentiment ancora negativo. Tutto ciò rende questo livello la resistenza più importante in assoluto, in quanto una chiusura settimanale superiore è ciò che maggiormente ci aiuterebbe a distinguere tra una vera ripresa e un semplice rimbalzo all'interno di un mercato ribassista".

IL CORRETTIVO POST RALLY NON SI È ANCORA VERIFICATO

L'analista evidenzia come, la scorsa settimana, l'indice RSI - che misura l'intensità del rally di un asset in una scala da 0 a 100 - ha superato gli 80 punti. Solitamente, livelli così alti si osservano quando un mercato è uscito da una fase di boom, in cui il prezzo di un asset è molto vicino alla sua soglia massima. Ciò significa che molti operatori potrebbero aspettare la fisiologica fase di repricing (attorno 76.000-78.000 dollari per il Bitcoin) prima di entrare sul mercato. Al momento questa fase non sembra essere ancora iniziata, ma se nelle prossime settimane il prezzo di Btc dovesse continuare ad assestarsi nella fascia indicata sopra, allora le possibilità di una ripresa strutturale si farebbero più alte, generando ulteriori spinte verso i fatidici 82.500 dollari.

IL MERCATO DEI DERIVATI: CALDO, MA SENZA IL RISCHIO DI SCOTTARSI

Attualmente, prosegue Ndiga, il tasso di finanziamento dei contratti perpetual ha una base annua del 10%; un valore positivo, ma ben lontano da quei livelli tipici da eccesso di posizioni lunghe. A conferma di quanto detto c'è anche l'open interest sui futures, che, pur essendo risalito dai minimi annuali grazie al recente rialzo, rimane inferiore del 23% rispetto al picco di 70 miliardi. Ciò significa che l'euforia sta tornando, ma gradualmente, il che rappresenta un segnale positivo, poiché un mercato dei derivati non surriscaldato costituisce la base ideale su cui costruire tale crescita. "Infatti, dall'inizio della fase di rally, la crescita del Bitcoin è stata trainata principalmente dalla domanda sul mercato spot; ciò lascia spazio a ulteriori rialzi, evitando quel sovraffollamento delle posizioni che aveva reso fragile il picco del ciclo precedente" precisa l'economista.

FATTORI ESOGENI

Infine, "ci sono anche degli elementi esogeni che potrebbero spingere il mercato in una direzione o in un'altra. Uno su tutti è il braccio di ferro che si è venuto a creare tra la Federal Reserve e il Dipartimento del Tesoro, con il presidente Kevin Warsh che si è detto pronto ad alzare i tassi a settembre e il segretario Bessent che, invece, vorrebbe indebolire il dollaro. Il vincitore lo determinerà il tasso d'interesse dei titoli a 30 anni a fine mese; ciò che è certo è che una svalutazione del biglietto verde porterebbe gli investitori a ripiegare su riserve di valore come oro e Bitcoin, dando ulteriore spinta alla ripresa. In ballo ci sarebbe anche l'approvazione del CLarity Act, per cui i mercati hanno ampiamente scontato un esito negativo delle votazioni del 15 settembre" sottolinea Ndinga. Tuttavia, "risultato a sorpresa potrebbe comunque generare un boost per tutto il mercato cripto, mentre un rigetto non dovrebbe avere conseguenze significative".

TUTTI GLI INGREDIENTI PER IL RALLY DI FINE ANNO

"Se attualmente nessun asset manager sarebbe disposto a prendere una posizione chiara sulla tenuta della ripresa, gli ingredienti per un trend di crescita sostenuto ci sono tutti. Se il Bitcoin dovesse mantenersi nel range 76.000-78.000 usd, Warsh adottasse posizioni neutrali mantenendo i tassi invariati e gli afflussi negli Etf proseguissero per tutto il mese, allora nell'ultimo trimestre il mercato potrebbe trovare la spinta necessaria per superare gli 81.000-82.000 e puntare verso il massimo annuale del 2026 (98.000 usd), anche senza l'approvazione del Clarity Act" conclude l'esperto.

edl

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0312:11 set 2026