FOCUS: boom dei bond AI deve fare i conti con un problema energetico (Man Group)

MILANO (MF-NW)--Il boom dei bond AI deve fare i conti con un problema energetico: la domanda di elettricità dei data center è aumentata del 17% lo scorso anno, superando di gran lunga la crescita del 3% della domanda globale di elettricità, e l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) prevede che raddoppi entro il 2030. Secondo le proiezioni della stessa agenzia, circa la metà dell’energia elettrica dei data center proviene però ancora dai combustibili fossili. Il debito emesso dagli hyperscaler (Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet e Oracle) ammonta ora a quasi il 4% dell'indice delle obbligazioni societarie Investment Grade (IG) statunitensi.

Lo sottolinea in un'analisi Jon Lahraoui, director e client portfolio manager Discretionary Credit presso Man Group indicando che il livello di bond AI emessi "potrebbe non sembrare molto, dato che all'inizio del 2015 era inferiore all'1%, ma rappresenta un marcato aumento del volume dei loro prestiti".

Secondo Ice Data Indices, da settembre gli spread degli hyperscaler con rating A e superiore si sono ampliati tra i 14 e i 29 punti base (pb), rispetto ai soli 4 pb registrati dal mercato in generale. "A nostro avviso - afferma l'esperto - questo è dovuto all'eccesso di emissioni e alle crescenti preoccupazioni relative ai ritardi nell’attività di costruzione delle infrastrutture per l’AI, alimentate dalla crescente carenza di manodopera, dall'aumento delle reazioni negative da parte dell'opinione pubblica e dall'intervento normativo". Nonostante questo ampliamento, "si tratta, in linea generale, dei bond dell’AI più sicuri e stabili nel segmento IG, ma gli spread non sono ancora a livelli sufficienti a compensare adeguatamente i rischi infrastrutturali futuri", prosegue l'esperto.

Con lo Stretto di Hormuz non ancora completamente aperto, questo fa aumentare il costo dell’espansione dell’AI proprio nel momento in cui la domanda è in forte crescita. L'Aie prevede che il mix energetico si sposterà verso l'energia pulita nel prossimo decennio, ma questa transizione potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, la spesa in conto capitale delle cinque maggiori aziende tecnologiche è salita a oltre 400 miliardi di dollari nel 2025 ed è destinata ad aumentare di un ulteriore 75% nel 2026.

"Insieme alle difficoltà di approvvigionamento di chip e altri componenti IT, questo potrebbe comportare ulteriori pressioni sulle aziende che operano nel settore dell'intelligenza artificiale, avverte l'esperto. Considerando che, secondo i calcoli di un rapporto di Morgan Stanley pubblicato il 10 aprile, le obbligazioni IG rappresentano circa l'80% dei finanziamenti legati all'intelligenza artificiale, riteniamo che la maggior parte di questo rischio si manifesterà nei settori dell'high yield e del credito privato", prosegue l'analisi.

Nonostante centinaia di miliardi di dollari di debito di nuova emissione, rimarca l'esperto, "la leva finanziaria rimane bassa rispetto ad altri settori. Questo è il risultato della redditività molto elevata e della generazione di flussi di cassa della maggior parte di queste aziende. Infatti, l'indebitamento degli hyperscaler rappresenta solo una frazione di quanto osservato nella maggior parte degli altri settori non finanziari. L'importante è che gli investitori comprendano che non tutti gli hyperscaler sono uguali, proprio come non tutte le aziende di software rischiano di essere destabilizzate allo stesso modo", conclude l'analisi.

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0416:31 mag 2026