FOCUS: Cina e Usa, come arrivano al meeting Trump-Xi (Rheos Partners)

MILANO (MF-NW)--"Giovedì Donald Trump riceverà Xi Jinping alla Casa Bianca. Il vertice interessa meno per ciò che deciderà che per ciò che rivela: le due maggiori economie del mondo non arrivano al tavolo soltanto con interessi geopolitici diversi, ma con squilibri macroeconomici quasi opposti", commenta Giacomo Calef, co-fondatore di Rheos Partners. "Gli Stati Uniti hanno una domanda interna ancora resiliente e un'inflazione tornata a salire; la Cina, una produzione e un export forti e una domanda interna ancora debole".

Per l'esperto, "negli Stati Uniti ad agosto sono stati creati 162.000 posti e la disoccupazione è al 4,1%. La crescita è scesa all'1,5% annualizzato nel secondo trimestre, ma la domanda interna regge. L'inflazione è risalita al 3,4%, spinta soprattutto dall'energia: la benzina è aumentata del 27,4% in un anno, mentre l'inflazione core si ferma al 2,4%. Lo shock energetico ha riacceso la pressione sui prezzi mentre domanda ed economia restavano resilienti, e la Fed è tornata ad alzare i tassi per la prima volta da oltre tre anni. Il problema di Washington è evitare che commercio, energia e tariffe alimentino ancora i prezzi, senza frenare una crescita che non accelera".

"La Cina ha il problema opposto", continua l'analista. "Ad agosto la produzione industriale è cresciuta del 5,2%, le vendite al dettaglio appena dello 0,4%. Nei primi otto mesi gli investimenti fissi sono calati del 7,2% e quelli immobiliari del 19,9%, e i prezzi delle case restano in calo. Il Pil è cresciuto del 4,3% nel secondo trimestre, sostenuto dall'estero: ad agosto il surplus commerciale ha superato i 119 miliardi di dollari. La Cina produce come un'economia in espansione e consuma come un'economia in difesa. La capacità industriale non si trasforma in reddito e fiducia delle famiglie: il problema di Pechino è trovare fuori dai confini lo sbocco che la domanda interna non offre".

"Per questo, per entrambi, il commercio è diventato parte dell'aggiustamento economico interno. Il vertice darà concretezza a questa tensione su pochi dossier: tregua commerciale, terre rare e tecnologia, acquisti americani da parte della Cina e possibili riduzioni tariffarie. Washington cerca un riequilibrio che non importi altra inflazione, Pechino uno sbocco per ciò che produce. Sono concorrenti che dipendono dalla stabilità della stessa relazione" dichiara Calef.

"Per i mercati il rischio non è soltanto un nuovo aumento dei dazi. È che due grandi economie cerchino di correggere squilibri opposti nello stesso momento e con gli stessi strumenti, trasferendo una parte dell'aggiustamento sull'altra: gli Stati Uniti attraverso tariffe e regole sull'import, la Cina attraverso volumi e prezzi all'export. Un aggiustamento di questo tipo non resta bilaterale. Passa per i cambi, per i margini delle imprese e per i prezzi dei beni industriali negli altri mercati, Europa compresa. Il mondo affronta più attriti commerciali proprio quando finanziarli, assorbirli o compensarli costa di più", conclude l'esperto.

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2110:49 set 2026