FOCUS: Cina, prospettive favorevoli per obbligazioni a lungo termine (Pimco)

MILANO (MF-NW)--L'Asia Pacifico entra nel 2026 affrontando percorsi politici divergenti, cambiamenti nei modelli del commercio globale e le conseguenze dei recenti cambiamenti politici negli Stati Uniti, commentano Stephen Chang, Adam Bowe e Tomoya Masanao, economisti di Pimco. "Come delineato nel nostro ultimo Cyclical Outlook: Compounding Opportunity, l'allentamento fiscale in Cina, Giappone e Stati Uniti sta contribuendo a stabilizzare la crescita regionale, mentre l'inflazione resta sostanzialmente sotto controllo", proseguono gli esperti.

COREA, TAIWAN E SINGAPORE CONTINUANO A BENEFICIARE DI INVESTIMENTI AI

La Cina punta a mantenere una crescita compresa tra il 4% e il 5%, un obiettivo che richiederà sostegno politico costante in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni al ribasso sui prezzi. Il Giappone, invece, è destinato a registrare un'espansione modesta, grazie ad una graduale normalizzazione delle politiche. "L'Australia è sulla buona strada per registrare una crescita costante, vicina al trend, sostenuta da un miglioramento della domanda privata ma da una politica ancora restrittiva, con l'inflazione che recentemente è tornata al di sopra dell'obiettivo", spiegano gli esperti. Le economie aperte più piccole, come Corea, Taiwan e Singapore, continuano a beneficiare del ciclo di investimenti guidato AI e delle esportazioni di prodotti elettronici. "Rimangono inoltre relativamente isolate dai dazi, anche se i risultati tra i vari Paesi stanno diventando sempre più disomogenei. Al contrario, i mercati più orientati al mercato interno, tra cui Indonesia, India e Filippine, stanno già registrando una crescita più lenta del credito, segnalando la necessità di investimenti pubblici più consistenti e riforme strutturali più profonde", spiegano Chang, Bowe e Masanao. In questo contesto, "gli investitori dovranno essere selettivi, concentrandosi sulle opportunità di valore relativo man mano che le politiche divergono e rimanendo vigili sui cambiamenti dei tassi di interesse, delle valute e delle condizioni di credito", commentano gli esperti.

CRESCITA CINA RALLENTERÀ VERSO IL 4%

La Cina continua a godere di notevoli vantaggi in termini di scala produttiva e costi, mentre il 15* Piano quinquennale (2026-2030) pone enfasi su produttività e sviluppo tecnologico. Tuttavia, la crescita della Cina è destinata a rallentare verso il 4% circa, poiché l'impulso dato dalla diversificazione delle esportazioni e dagli aggiornamenti industriali basati sull'intelligenza artificiale inizia a svanire. Inoltre, la domanda interna mostra scarsi segni di ripresa, con le vendite al dettaglio che stanno perdendo slancio e gli investimenti in fase di rallentamento. "L'inflazione dovrebbe rimanere contenuta, grazie alla politica anti-involuzione del governo volta a frenare l'eccessiva concorrenza sui prezzi e la sovraccapacità produttiva, che contribuirà a compensare alcuni squilibri tra domanda e offerta", spiegano gli esperti. I deficit fiscali sono invece destinati ad aumentare, poiché le autorità ampliano il sostegno ai consumi, al welfare sociale, alle infrastrutture strategiche e alla stabilizzazione del mercato immobiliare. "La Banca popolare cinese (Pboc) dovrebbe estendere l'allentamento monetario attraverso tassi più bassi, ampia liquidità e altri strumenti speciali", dichiarano Chang, Bowe e Masanao.

ESPORTAZIONI ASIATICHE IN CALO PER EFFETTO DAZI

Le tensioni commerciali tra Pechino e Washington restano accese, tuttavia, la capacità di esportazione e i vantaggi in termini di costi della Cina dovrebbero sostenere la sua quota di mercato globale "L'andamento delle esportazioni nel resto dell'Asia dovrebbe rallentare rispetto ai livelli elevati dello scorso anno, poiché gli effetti persistenti dei dazi e l'intensificarsi della concorrenza cinese pesano sul commercio. Le economie meno legate al ciclo dei semiconduttori potrebbero subire maggiori pressioni sul conto corrente, mentre quelle più aperte continueranno a beneficiare della domanda più solida di beni tecnologici", spiegano gli esperti. "I prezzi più contenuti delle esportazioni cinesi contribuiranno a contenere l'inflazione in tutta l'Asia, ma potrebbero anche pesare sulle bilance commerciali e sugli utili societari in diversi mercati. I lenti progressi della Cina nel riequilibrio dei consumi e la sua attenzione allo sviluppo tecnologico interno continueranno a plasmare le dinamiche regionali", dichiarano Chang, Bowe e Masanao.

PROSPETTIVE FAVOREVOLI PER OBBLIGAZIONI CINESI A LUNGO TERMINE

Per quanto riguarda le opportunità di investimento, "le prospettive a breve termine per le obbligazioni cinesi rimangono favorevoli, in particolare per i titoli di Stato a più lunga scadenza, in un contesto di inflazione contenuta e di continuo allentamento monetario", spiegano gli esperti. "Un saldo della bilancia dei pagamenti solido e il ritorno dei flussi di capitale dovrebbero sostenere un graduale apprezzamento del renminbi (Rmb) rispetto al dollaro statunitense e alle altre principali valute dei partner commerciali, con la Pboc che probabilmente gestirà il ritmo di tale apprezzamento per mantenere una stabilità più ampia. Sebbene un Rmb più forte possa aumentare il potere d'acquisto dei consumatori, è improbabile che determini un aumento significativo dei consumi, mentre i suoi effetti collaterali potrebbero comprimere i margini delle imprese e aggravare le difficoltà occupazionali", proseguono Chang, Bowe e Masanao. Se gli sforzi volti a stimolare la domanda interna dovessero prendere slancio, concludono gli esperti "le condizioni per una ripresa dei crediti e dei titoli azionari potrebbero essere sostenute. Al contrario, una nuova flessione del mercato immobiliare e le pressioni tariffarie potrebbero pesare sugli asset rischiosi".

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1719:56 feb 2026