FOCUS: Cina resta attraente nonostante consumi stagnanti (Man Group)
MILANO (MF-NW)--L'economia cinese ha registrato una forte espansione nel primo trimestre 2026, sostenuta dalla crescita delle esportazioni e dalla ripresa della spesa per le infrastrutture. Inoltre, il consolidamento della leadership nel settore AI e il miglioramento del settore immobiliare rappresentano fattori di sostegno. Tuttavia, i consumi interni restano stagnanti. "Se le esportazioni globali dovessero alla fine rallentare, la domanda più interessante sarà se questo diventerà il catalizzatore per la svolta nei consumi che stiamo aspettando", commenta Nick Wilcox, Managing Director, Discretionary Equities di Man Group.
CRESCITA PIL CINESE ACCELERA AL 5%
La crescita del Pil cinese nel primo trimestre si è attestata al 5% su base annua, superando le attese e accelerando rispetto al 4,5% dell'ultimo trimestre 2025, grazie alle esportazioni superiori alle precisioni e alla ripresa della spesa per le infrastrutture. Inoltre, Pechino resta l'economia asiatica meno colpita dal conflitto nel Golfo: "la sua dipendenza dal petrolio, in termini di quota nel mix energetico, è notevolmente inferiore rispetto alla maggior parte dei paesi, soprattutto grazie ad anni di investimenti nelle energie rinnovabili, che consentono di utilizzare per più tempo le sue riserve petrolifere", spiega l'esperto. Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, la Cina ha continuato a ricevere forniture di petrolio che altri paesi non hanno ottenuto.
PECHINO SUPERA WASHINGTON IN INFERENZA CON L'AI
Nel frattempo, il potenziamento strutturale continua ad accelerare. "La Cina non si sta più limitando a colmare il divario con gli Stati Uniti nell'AI: in aree come l'inferenza con l'AI, ovvero l'utilizzo di modelli di machine learning addestrati per fare previsioni, decisioni o generare output da nuovi dati, sta cominciando a superarli", osserva Wilcox. "Questo aspetto è particolarmente significativo alla luce della nuova fase in cui l'AI sta entrando: man mano che la tecnologia passa dal software al mondo fisico attraverso la robotica e gli umanoidi, il dominio manifatturiero della Cina diventa un vantaggio decisivo. È qui che decenni di capacità industriale incontrano innovazione all'avanguardia ed è difficile immaginare come i concorrenti possano colmare rapidamente un simile divario", spiega l'esperto. Inoltre, la spinta innovativa si sta estendendo anche al settore biotecnologico. La scorsa settimana, il governo ha segnalato la volontà di riformare il sistema di determinazione dei prezzi dei farmaci, riconoscendo che "farmaci altamente innovativi con un elevato grado di innovazione e un significativo valore clinico" dovrebbero avere prezzi coerenti con i loro maggiori investimenti e rischi. "A nostro avviso, questo potrebbe determinare un ulteriore rialzo per un settore biotecnologico cinese già in netta ripresa", dichiara Wilcox.
SETTORE IMMOBILIARE IN MIGLIORAMENTO
"Diversi fattori che pesavano sul sentiment si stanno stabilizzando. Nel settore immobiliare, abbiamo recentemente assistito a un freno del deterioramento, nonché ad alcuni primi segnali di stabilizzazione e miglioramento sia nei volumi di vendita che nei prezzi", prosegue l'esperto. "La riduzione dei dazi a seguito della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti all'inizio dell'anno ha aiutato marginalmente, anche se attendiamo l'esito della visita del presidente degli Stati Uniti Trump a maggio per vedere come si evolverà la situazione", osserva Wilcox. Sul fronte della deflazione, il rialzo dei prezzi del petrolio ha riportato l'indice dei prezzi alla produzione in territorio positivo per la prima volta da settembre 2022, ponendo fine a una serie negativa di 41 mesi di deflazione. I prezzi al consumo sono aumentati dell'1% su base annua a marzo, ma rimangono ben al di sotto dell'obiettivo del 2% fissato dal governo, mentre l'inflazione core (esclusi alimentari ed energia) si è attestata all'1,1%.
CALO EXPORT POTREBBE PORTARE GOVERNO AD AGIRE SUL FRONTE INTERNO
"La questione ancora aperta è se la Cina possa mantenere lo slancio nell'export in un contesto in cui la crescita globale probabilmente rallenterà sotto il peso di un aumento dei costi energetici. Mentre scriviamo, la fragile tregua continua, ma l'impatto delle ultime sette settimane di conflitto si farà probabilmente sentire ancora a lungo", spiega l'esperto. "La Cina potrebbe trarne vantaggio, in quanto i concorrenti risentono dello shock energetico e il desiderio globale di ridurre la dipendenza dagli idrocarburi provenienti dal Medio Oriente stimola la domanda di energie rinnovabili, settore in cui la Cina produce il 92% dei moduli solari mondiali e l'82% delle turbine eoliche", prosegue Wilcox. "Se le esportazioni globali dovessero alla fine rallentare, la domanda più interessante sarà se questo diventerà il catalizzatore per la svolta nei consumi che stiamo aspettando", commenta l'esperto. "La Cina ha finora ritardato le riforme strutturali sul fronte della domanda interna in parte perché la forza dei suoi volumi di esportazione complessivi ha offerto un sostegno credibile alla crescita sostenuta del PIL e, in parte, perché l'attenzione si è spostata sul garantire l'autosufficienza in un contesto di crescente frammentazione geopolitica. Riteniamo che un calo prolungato della domanda estera potrebbe essere quello che alla fine li costringerà ad agire", conclude Wilcox.
cba
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2712:09 apr 2026