FOCUS: Cina, riforme per favorire crescita trainata da tecnologia (J. Safra Sarasin)

MILANO (MF-NW)--'Gli indicatori economici cinesi di agosto suggeriscono che la domanda interna rimane debole, poiché la crescita delle vendite al dettaglio ha continuato a rallentare, mentre gli investimenti nelle immobilizzazioni sono rimasti deboli. Gli indicatori dal lato dell'offerta, come la produzione industriale, hanno invece registrato una ripresa. Continuiamo ad aspettarci che il governo acceleri la spesa fiscale e gli investimenti infrastrutturali, che dall'inizio dell'anno hanno proceduto a ritmi contenuti. Ciò dovrebbe essere sufficiente a portare la crescita del PIL verso il limite inferiore dell'obiettivo annuale del 4,5-5%, che rappresenta la nostra previsione', afferma Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin.

Per l'esperto, 'il governo sembra mettere in secondo piano la gestione ciclica, dando invece priorità all'attuazione della propria agenda di riforme. Di recente, diverse agenzie governative hanno delineato una serie di misure di riforma riguardanti il settore abitativo, la politica fiscale e il settore finanziario, in linea con il 15° Piano quinquennale. Queste riforme mirano a favorire una crescita economica trainata dall'innovazione, convogliando le risorse dai vecchi motori della crescita (come il settore immobiliare) verso i nuovi settori tecnologici'.

'Per quanto riguarda la riforma del settore immobiliare', continua l'analista, 'l'obiettivo è passare alla vendita di immobili già completati. Il governo sta eliminando gradualmente il sistema di prevendite, in cui gli sviluppatori fanno affidamento sui pagamenti degli acquirenti per finanziare l'acquisto dei terreni e lo sviluppo (circa il 40% del totale dei finanziamenti). Sebbene le prevendite non siano vietate, i proventi devono confluire in conti vincolati soggetti a una supervisione rigorosa, ai quali gli sviluppatori non hanno accesso fino al completamento. Gli sviluppatori dovranno fare affidamento su prestiti bancari e altre soluzioni dei mercati dei capitali per finanziare la costruzione. Ciò favorirà gli sviluppatori statali, che possono indebitarsi a tassi più bassi'.

'Sebbene il sistema di prevendite abbia consentito una consegna più rapida dell'offerta negli ultimi due decenni, gli acquirenti hanno dovuto affrontare incertezze sui tempi di consegna, sulla qualità dei prodotti e su progetti rimasti incompleti durante la fase di rallentamento. Nell'attuale contesto, in cui l'eccesso di offerta rimane un problema nella maggior parte del Paese, le priorità del governo nello sviluppo immobiliare si sono spostate dall'espansione alla garanzia di certezza e qualità', dichiara Chivakul.

Secondo l'esperto, 'come misura di sostegno al settore, la riforma consente anche che gli acquisti di terreni siano pagati a rate, alleviando parte della pressione sugli sviluppatori. La riforma è chiaramente negativa per le entrate degli enti locali derivanti dalla vendita dei terreni, poiché i costi di finanziamento degli sviluppatori sono aumentati e gli operatori con problemi di liquidità faranno forte pressione per ridurre i prezzi nelle aste dei terreni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), nel 2024 i proventi derivanti dalla vendita dei terreni rappresentavano circa il 12% delle risorse finanziarie complessive degli enti locali (incluse entrate, emissioni obbligazionarie e trasferimenti dal governo centrale). Un aspetto positivo è invece l'estensione della durata dei mutui ipotecari da 30 a 40 anni. In un contesto di riduzione dell'indebitamento delle famiglie, una durata più lunga potrebbe sostenere la domanda di abitazioni'.

'Recentemente', prosegue l'analista, 'il mercato immobiliare ha mostrato segnali di ripresa o di stabilizzazione in alcune città di primo livello (Tier 1) e in alcune nuove città di primo livello, tra cui Shanghai, Hangzhou e Shenzhen, nonostante il calo registrato a livello nazionale. Il nuovo ostacolo al finanziamento per gli sviluppatori immobiliari probabilmente si tradurrà in un numero inferiore di nuovi progetti, il che potrebbe contribuire a stabilizzare ulteriormente i prezzi delle abitazioni in queste città, dove la domanda è relativamente forte'.

'Nel resto del Paese, dove permane un eccesso di offerta e i prezzi continuano a diminuire, è probabile che le amministrazioni locali adottino un approccio più flessibile nell'attuazione delle nuove linee guida; non è tuttavia chiaro se sosterranno il processo di riduzione delle scorte immobiliari', afferma l'esperto.

'La seconda riforma riguarda lo sforzo di ampliare la base imponibile e migliorare i controlli fiscali, avviato all'inizio di quest'anno', continua a spiegare Chivakul. 'Si tratta di una risposta alla debolezza delle entrate statali, mentre prosegue l'aggiustamento del mercato immobiliare. Sono state annunciate diverse misure: una revisione delle agevolazioni fiscali (come gli sgravi concessi dalle amministrazioni locali), una riduzione dei rimborsi Iva sulle esportazioni per alcuni prodotti, la fine dell'esenzione sui dividendi percepiti da soggetti esteri, controlli fiscali più rigorosi sugli investimenti offshore e sui trust, nonché il rafforzamento dell'adempimento fiscale. La crescita delle entrate a livello di governo centrale ha registrato quest'anno una significativa accelerazione rispetto al 2024 e al 2025'.

'Tuttavia', prosegue nella sua analisi l'esperto, 'dato che gli enti locali sono responsabili della maggior parte della spesa pubblica, un inasprimento delle condizioni finanziarie degli enti locali lascia poco spazio a un aumento della spesa pubblica. Anche la riforma dei rapporti fiscali tra governo centrale e amministrazioni locali è prevista dal piano quinquennale, ma finora non sono state annunciate misure concrete'.

'La terza riforma riguarda il settore finanziario. Tra le misure previste figurano la ricapitalizzazione delle banche, un nuovo ciclo di riforme del mercato dei capitali, la modernizzazione degli strumenti di attuazione della politica monetaria e un'ulteriore internazionalizzazione del renminbi (Rmb). La ricapitalizzazione ammonta a 360 miliardi di Rmb (circa lo 0,2% del Pil) e riguarda una banca politica, due grandi banche statali (Icbc e Abc) e cinque compagnie assicurative statali. Si tratta di un intervento previsto da tempo, che fa seguito alla prima tornata di ricapitalizzazione delle grandi banche statali nel 2025. L'attuazione della misura è positiva per gli istituti finanziari, anche se è probabile che siano necessari ulteriori interventi', afferma Chivakul.

'Sebbene possa essere vista come un modo per sostenere la crescita del credito, è più probabile che consenta alle banche di procedere a maggiori cancellazioni di crediti deteriorati, dato che la domanda di prestiti rimane debole, fa eccezione il credito destinato al settore tecnologico (circa il 10% del totale dei prestiti), che sta crescendo a un ritmo vicino al 20% su base annua. Dall'inizio del 2023, il sistema bancario ha stralciato solo 4.900 miliardi di Rmb. Si tratta di appena l'1,8% circa del totale dei prestiti, una quota ridotta considerando il rallentamento del mercato immobiliare', per l'analista.

'Un nuovo ciclo di riforme del mercato dei capitali mira a facilitare l'accesso ai capitali per il nuovo settore tecnologico, così da sostenere la crescita e l'innovazione, ma anche a riequilibrare l'importanza della raccolta di capitali da parte delle imprese e dei rendimenti per gli investitori. Nei prossimi cinque anni, la Cina punta a migliorare gli standard per le IPO, le infrastrutture di negoziazione e regolamento, nonché le normative volte ad attrarre le imprese innovative verso la quotazione in Borsa e a sviluppare ulteriormente la base degli investitori istituzionali', continua l'esperto.

'Sul fronte della politica monetaria', afferma nella sua analisi Chivakul, 'la People's Bank of China (PBoC) prosegue nel percorso volto a ridurre la dipendenza dagli obiettivi quantitativi (come la crescita del credito) e a porre maggiore enfasi sui tassi di interesse. Per quanto riguarda l'internazionalizzazione del renminbi (Rmb), il piano prevede di aumentare i regolamenti in valuta locale e ampliare il collegamento tra i mercati finanziari offshore e onshore, ad esempio attraverso i programmi Bond Connect e Stock Connect'.

'Nessuna delle misure relative al settore finanziario è nuova. La Cina continua a trasformare e ad aprire gradualmente il proprio settore finanziario. Le autorità continuano a mettere in discussione il modello di finanziarizzazione dell'economia reale adottato in Occidente; pertanto, è ragionevole aspettarsi che continui il finanziamento, guidato dallo Stato, dei settori considerati prioritari', prosegue l'esperto.

'Questo piano quinquennale, per la prima volta, fissa un obiettivo quantitativo per il livello delle vendite al dettaglio nel 2030 (pari al 20% in più rispetto al livello del 2025). La crescita delle vendite al dettaglio è stata prossima allo zero negli ultimi mesi. Sebbene le misure annunciate di recente segnalino l'impegno della Cina a riequilibrare i fattori alla base della crescita dal lato dell'offerta, nessuna di queste misure appare in grado di sostenere i consumi nel breve periodo. Alcune, tuttavia, potrebbero avere un impatto positivo nel medio termine. La riforma del settore immobiliare, ad esempio, potrebbe favorire la stabilizzazione dei prezzi delle abitazioni, con effetti positivi per i consumatori. Sarebbero tuttavia necessarie ulteriori riforme fiscali per sostenere i consumi nel medio periodo', conclude l'analista.

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2809:36 set 2026