FOCUS: come individuare una bolla dell'AI (Capital Group)
MILANO (MF-NW)--L'ondata di hype e investimenti (spesso a debito) nell'intelligenza artificiale ricorda le bolle speculative del passato, ma tra Ipo imminenti, infrastrutture in espansione e forte domanda, resta incerto se sia una rivoluzione duratura o una nuova bolla, secondo Chris Buchbinder, gestore di portafoglio azionario di Capital Group.
Nel corso del tempo la competizione per il dominio dell'AI produrrà vincitori e vinti, secondo l'esperto, che rimarca però come gli attuali hyperscaler tecnologici generino utili e flussi di cassa liberi sostanziali, rendendo meno probabile che si verifichi una grande bolla speculativa paragonabile a quella dell'era dot-com.
Quest'anno sono attese Ipo di alto profilo da parte di aziende di spicco nel campo dell'intelligenza artificiale generativa. Tra quelle che, secondo quanto riferito, stanno valutando le loro opzioni ci sono Anthropic, OpenAI, produttore di ChatGPT, e SpaceX. "È un passo logico che finora è mancato nel boom dell'AI. L'attesa è accompagnata da preoccupazioni relative alle valutazioni, al finanziamento circolare e alla capacità di queste aziende di soddisfare le aspettative degli investitori", afferma l'esperto, sottolineando che "gli investitori sono particolarmente desiderosi di seguire la crescita degli utili di OpenAI", diventata oggi un punto di riferimento per la crescita dell'AI.
L'emissione di debito legato all'AI è aumentata del 112% nel 2025 rispetto all'anno precedente e il 2026 si preannuncia ancora più consistente, afferma l'esperto, ricordando che un esempio lampante è Alphabet, che ha emesso obbligazioni a 100 anni. Tuttavia, date le "consistenti riserve di liquidità e i flussi di cassa sani" gli hyperscaler "possono probabilmente finanziare questi progetti da sole, anche considerando l'aumento delle spese in conto capitale. A nostro avviso, questo riduce notevolmente i rischi sistemici", secondo l'analisi, "in netto contrasto con le società dell'era dot-com".
Un'altra preoccupazione, secondo l'esperto di Capital Group, è il cosiddetto vendor financing. Il denaro circola tra le stesse aziende, con start-up e hyperscaler che acquistano l'uno dall'altro e si aiutano a vicenda ad aumentare i ricavi. Negli anni 90 si sono verificati accordi circolari simili con Lucent Technologies che concedeva prestiti eccessivi a start-up a corto di liquidità affinché potessero acquistare le apparecchiature di Lucent. Questi clienti alla fine non sono stati in grado di pagare, costringendo Lucent a riformulare i ricavi e a effettuare enormi svalutazioni. "Riteniamo improbabile uno scenario a breve termine simile a un castello di carte per gli hyperscaler", sottolinea l'esperto.
La disponibilità di energia elettrica è diventata un'altra questione urgente per il potenziale di crescita dell'AI, perché i data center richiedono memoria, energia, chip, rame e acqua. La spesa complessiva in conto capitale delle aziende di servizi pubblici potrebbe passare da circa 130-135 miliardi di dollari nel 2020 a circa 200 miliardi di dollari, con ben il 20% di tale importo legato all'AI e, poiché le aziende di servizi pubblici vogliono mantenere il loro rating investment grade, "prevediamo che molte di esse ricorreranno al finanziamento tramite azioni o strumenti collegati alle azioni per finanziare gli investimenti", indica l'esperto.
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3016:10 mar 2026