FOCUS: come l’Asia ha formato una nuova generazione di investitori (Aberdeen Investments)
MILANO (MF-NW)--I Paesi asiatici, che solo di recente hanno iniziato a promuovere attivamente gli investimenti retail, stanno recuperando rapidamente terreno rispetto ai paesi sviluppati e, in alcuni casi, li stanno superando, secondo una ricerca di Aberdeen Investments.
"Secondo i risultati del report 'Beyond Tell Sid: How Asia built a new generation of investors', le famiglie giapponesi detengono oggi il 9% del proprio patrimonio in azioni e fondi comuni al di fuori dei piani pensionistici", dichiarano gli esperti.
"E' un dato significativo poiché il Paese ha iniziato a promuovere attivamente gli investimenti retail solo all'inizio degli anni 2010. Un progresso registrato nonostante le famiglie giapponesi continuino a detenere il 35% del proprio patrimonio in liquidità", continuano gli analisti. "A Singapore, l'esposizione delle famiglie ad azioni e fondi comuni di investimento è ancora più elevata, attestandosi all'11%, mentre la Corea del Sud, continua a ridurre il divario rispetto agli altri paesi, sulla scia del boom degli investimenti dei risparmiatori registrato nel Paese".
"Tuttavia, i dati non sono semplici da interpretare. L'India, ad esempio, è diventata uno dei mercati di investimento retail più dinamici al mondo, nonostante le azioni e i fondi comuni rappresentino solo il 5% del patrimonio delle famiglie", affermano gli esperti di Aberdeen Investments.
"Sebbene le famiglie sudcoreane detengano ancora il 65% del proprio patrimonio in immobili , la Corea del Sud ha sviluppato uno dei mercati azionari con la più alta partecipazione degli investitori individuali al mondo: si stima che questi ultimi rappresentino circa il 60-70% degli scambi annuali sul mercato azionario del Paese. Questo fenomeno fa parte di una tendenza più ampia che si osserva in gran parte dell'Asia. Gli immobili rappresentano il 60% del patrimonio delle famiglie in Cina e oltre la metà in India (51%). L'abitudine di considerare l'abitazione come il pilastro del patrimonio familiare è una delle preferenze finanziarie più radicate al mondo", continuano i ricercatori.
Per gli esperti, "iniziative come l'ampliamento del programma Nisa in Giappone, la strategia nazionale per l'educazione finanziaria dell'India e gli sforzi di Singapore per rafforzare il proprio mercato azionario, così come la riduzione dell'imposta di bollo sulle compravendite di azioni nella Cina continentale, offrono spunti ai decisori politici che intendono ampliare la partecipazione agli investimenti".
"Che cosa ha fatto l'Asia per raggiungere questi risultati?
Nella regione, i vari Paesi hanno seguito percorsi differenti", concludono i ricercatori.
Il report di Aberdeen Investments analizza nel dettaglio le principali riforme adottate da diversi Paesi asiatici per favorire una maggiore partecipazione degli investitori ai mercati finanziari.
In Giappone, le riforme legate all’Abenomics hanno contribuito a rendere il mercato azionario più accessibile e attrattivo per gli investitori individuali. In particolare, il rafforzamento della governance societaria e il miglioramento dei rendimenti per gli azionisti hanno favorito una maggiore fiducia nel mercato. A ciò si sono aggiunti la riduzione degli importi minimi necessari per investire e l’ampliamento del programma NISA, che consente di effettuare investimenti beneficiando di agevolazioni fiscali.
Anche la Corea del Sud ha intrapreso un percorso di riforma volto a rafforzare il ruolo degli investitori. Gli interventi hanno riguardato soprattutto la governance societaria e l'ampliamento dei diritti degli azionisti, accompagnati da incentivi fiscali sui dividendi e da una riduzione delle imposte sulle compravendite di azioni. L’obiettivo è stato quello di rendere il mercato più favorevole alla partecipazione degli investitori individuali.
In India, invece, un ruolo centrale è stato attribuito all’educazione finanziaria. Le iniziative di alfabetizzazione sono state affiancate da campagne nazionali volte a incoraggiare le famiglie a diversificare i propri risparmi, riducendo la tradizionale concentrazione degli investimenti in immobili e oro. Un esempio particolarmente significativo è rappresentato dalla campagna “Mutual Funds Sahi Hai”, che ha contribuito a promuovere una maggiore conoscenza e diffusione dei fondi comuni di investimento.
A Singapore, la partecipazione al mercato è stata sostenuta attraverso una combinazione di riforme delle borse, attività di ricerca supportate dal governo e iniziative volte a favorire le doppie quotazioni. Parallelamente, è stato rafforzato il dialogo tra le società quotate e gli investitori, con l’obiettivo di rendere il mercato più accessibile e favorire un maggiore coinvolgimento degli investitori.
Hong Kong ha seguito un approccio incentrato soprattutto sullo sviluppo di mercati dei capitali profondi, liquidi e fortemente integrati a livello internazionale. A questo scopo, sono state sviluppate solide infrastrutture finanziarie e diversi programmi volti a collegare gli investitori nazionali con quelli internazionali, rafforzando così il ruolo della piazza finanziaria nel contesto globale.
Infine, in Cina, le autorità hanno adottato una serie di misure per aumentare la partecipazione al mercato azionario e rafforzare la fiducia degli investitori. Tra queste rientrano la riduzione dell’imposta di bollo sulle transazioni azionarie, l’introduzione di piani pensionistici caratterizzati da vantaggi fiscali e il rafforzamento delle tutele a favore degli investitori. Nel complesso, queste iniziative mirano a sostenere la liquidità del mercato e a creare condizioni più favorevoli per una partecipazione maggiore e più stabile da parte degli investitori.
dfg
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2810:13 set 2026