FOCUS: con transizione energetica cresce domanda metalli, attese carenze entro 2035 (Coface)
MILANO (MF-NW)--La domanda di metalli era sostenuta da tendenze strutturali consolidate già prima della diffusione delle tecnologie a basse emissioni. Il solo settore delle costruzioni assorbe quasi il 50% del consumo mondiale di acciaio, mentre l'elettrificazione rappresenta già quasi 3/4 della domanda globale di rame.
LA TRANSIZIONE ENERGETICA
A questa domanda, si apprende da un'analisi di Coface, si aggiunge la spinta derivante dalla transizione energetica e dalla digitalizzazione. Reti e veicoli elettrici, batterie e data center richiedono infatti quantità particolarmente elevate di metalli. Le sole tecnologie pulite, come stimato dall'Agenzia internazionale dell'energia, potrebbero infatti arrivare a rappresentare il 35% della domanda mondiale di rame e nichel entro il 2035.
L'OFFERTA FATICA A TENERE IL PASSO
La domanda non manca, ma è l'offerta a incontrare difficoltà crescenti. Meno dell'1% dei progetti di esplorazione mineraria arriva alla fase di effettiva produzione e lo sviluppo di nuova capacità nei progetti esistenti può richiedere in media quasi 20 anni. Anche la ridotta redditività degli investimenti, il progressivo calo della concentrazione di minerale nei giacimenti e l'aumento dei costi contribuiscono a frenare l'incremento della produzione. Nemmeno la forte concentrazione geografica delle catene di approvvigionamento aiuta: l'Indonesia produce il 67% del minerale di nichel a livello mondiale, mentre la Cina concentra oltre la metà della capacità globale di raffinazione di diversi metalli.
RAME, NICHEL E ALLUMINIO VERSO UN DEFICIT STRUTTURALE
Questo squilibrio tra domanda e offerta sarà particolarmente evidente per i metalli indispensabili alla transizione energetica, la cui domanda dovrebbe crescere più rapidamente dell'offerta anche senza un'ulteriore accelerazione del processo di decarbonizzazione nel corso del prossimo decennio. Nel dettaglio, per il rame il deficit potrebbe essere compreso tra 1,5 e 6,5 milioni di tonnellate entro il 2035, il 17% della domanda mondiale in uno scenario a zero emissioni. Non sono molto distanti le previsioni per il nichel, il metallo maggiormente esposto agli effetti della transizione, soprattutto per il suo utilizzo nelle batterie e nella mobilità elettrica. In uno scenario net zero si potrebbe registrare un deficit di circa 6,5 mln di tonnellate, quasi il 35% della domanda prevista. Anche per l'alluminio il mercato è destinato a diventare più teso, con un deficit che potrebbe raggiungere le 5-15 mln di tonnellate, circa il 10% della domanda.
UN NUOVO CICLO RIALZISTA
Questi squilibri sono destinati a esercitare una pressione duratura sui prezzi. Secondo le previsioni di Coface, rame e nichel potrebbero arrivare quasi a raddoppiare di prezzo nel prossimo decennio, mentre anche l'alluminio dovrebbe registrare un aumento significativo. Acciaio e zinco appaiono invece meno vulnerabili, grazie a condizioni di offerta meno rigide e a una minore esposizione alla nuova domanda generata dalla transizione energetica. Per le imprese la sfida sarà quindi sempre meno legata esclusivamente al prezzo e garantirsi l'accesso ai metalli critici, sviluppare il riciclo e ridurre la quantità di materie prime utilizzate nei processi produttivi potrebbero diventare fattori sempre più importanti per la competitività.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1612:44 set 2026