FOCUS: conflitto M.Oriente ha effetti su credito globale (S&P Global Ratings)
MILANO (MF-NW)--L’escalation in Medio Oriente sta aumentando in modo significativo il rischio geopolitico. In questo contesto, la prossimità geografica al conflitto rimane una variabile chiave per la valutazione del rischio nel mercato creditizio. Per quanto riguarda il debito sovrano, Iraq, Bahrain, Qatar e Kuwait risultano particolarmente esposti all’eventualità di una chiusura dello Stretto di Hormuz, data la forte dipendenza delle loro esportazioni energetiche da questa rotta strategica. Al contrario, Oman, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita dispongono di rotte di esportazione alternative che consentirebbero di attenuare, almeno in parte, l’impatto di un’eventuale interruzione dei traffici, osservano gli esperti di S&P Global Ratings.
SETTORE TRASPORTI E REAL ESTATE IN M.ORIENTE SUBISCONO PRESSIONI
Gli effetti di spillover della guerra tra i diversi settori variano. "Vanno da impatti diretti, come prezzi dell'energia più elevati, a effetti di secondo e terzo ordine, quali costi di finanziamento potenzialmente più alti e un calo della propensione dei consumatori verso grandi acquisti discrezionali", spiegano gli esperti. Per quanto riguarda il credito, la prossimità del conflitto resta una variabile rilevante, mentre alcuni settori, tra cui aeroporti, porti, hotel e turismo, e il real estate nella regione del Medio Oriente stanno subendo pressioni. Tuttavia, anche entità al di fuori della regione potrebbero subire pressioni in caso di un conflitto più prolungato.
AUMENTA RISCHIO DI DEFLUSSI DI CAPITALE
"Una perdita di fiducia nei mercati del debito costituirebbe il principale canale di trasmissione, sulla base dei precedenti cicli di deterioramento del credito", dichiarano gli esperti. "A eccezione di un breve periodo all'inizio del 2025 legato alle preoccupazioni sui dazi e della fase iniziale della pandemia di COVID-19, non abbiamo osservato per molti anni una dislocazione prolungata nei mercati del credito, e questo fattore ha impedito un aumento molto più marcato dei downgrade derivante dall'aumento dei rischi geopolitici", spiegano gli analisti. In questo contesto, se la disponibilità di finanziamenti dovesse ridursi per un periodo prolungato, questo rappresenterebbe un problema di costo per gli emittenti con rating più elevati, ma una questione esistenziale per i più deboli tra gli emittenti con rating speculativo. "Riteniamo inoltre che il rischio di deflussi di capitale sia aumentato, ponendo un rischio maggiore per le banche della regione. I precedenti conflitti hanno per lo più determinato movimenti di flight to quality all'interno dei sistemi bancari regionali", proseguono gli esperti. Tuttavia, considerata la maggiore scala del conflitto, "non escludiamo lo scenario di deflussi moderati di capitale esterni, che riteniamo la maggior parte dei sistemi bancari della regione sarà in grado di assorbire. Come per altri settori, l'impatto finale sui deflussi sarà determinato dalla durata e dall'ampiezza delle ostilità", spiegano gli analisti.
IMPROBABILE CHIUSURA PROLUNGATA HORMUZ
Per il debito sovrano, "le significative differenze geografiche tra i Paesi della regione influenzeranno la loro vulnerabilità alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e al conflitto in generale", continuano gli esperti. "Prezzi del petrolio più elevati avvantaggerebbero generalmente i produttori di idrocarburi, anche se ciò dipenderà da quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà ostruito. Consideriamo improbabile un blocco prolungato dello stretto, alla luce della significativa presenza militare statunitense nella regione", proseguono gli analisti. Tuttavia, Iraq, Bahrain, Qatar e Kuwait sono più esposti a un'eventuale chiusura, per via della loro dipendenza da questa rotta. Al contrario, "Oman, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita possono mitigare parzialmente l'impatto attraverso rotte di esportazione alternative per parte dei loro volumi, sebbene infrastrutture di trasporto e di produzione di idrocarburi possano essere a rischio in tutta la regione", concludono gli esperti.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0612:07 mar 2026