FOCUS: consumi 2026, segmenti premium e off-price sono i più resilienti (Dje Kapital Ag)
MILANO (MF-NW)--All’inizio di giugno, le principali aziende del settore dei beni di consumo si sono riunite a Parigi per presentare agli investitori i propri aggiornamenti strategici e le prospettive per il futuro. Quest’anno, tuttavia, il tema dominante è stato quello della cautela macroeconomica, sottolinea Jörg Dehning, consumer goods industry analyst presso Dje Kapital Ag. Mentre l'home care e il tessile subiscono la pressione dei costi geopolitici, il beauty di fascia alta, il beverage funzionale e il retail anticiclico difendono i margini, confermando come un'attenta stock selection sia la chiave per diversificare i portafogli nel 2026.
"I produttori di beni per la pulizia", afferma l'analista, "mostrano prudenza a causa della concorrenza delle marche commerciali e del rincaro di materie prime e imballaggi, amplificato dalle tensioni in Medio Oriente. Al contrario, il comparto cosmetico guarda al futuro con maggior ottimismo: pur subendo i medesimi rincari del packaging, riesce ad ammortizzarli agevolmente grazie a rincari strategici, ottimizzazione del mix d'offerta e il posizionamento di prezzo più elevato della cosmetica premium. La profittabilità della cosmetica è sostenuta anche da una clientela favorevole, composta da consumatori facoltosi e giovani attenti ai trend, con l'e-commerce che si conferma motore trainante, arrivando a generare oltre il 30% del fatturato per i leader di mercato attraverso social media, marketplace e live-streaming".
Anche il settore delle bevande analcoliche, in particolare il segmento degli energy drink, sta dimostrando una forte resilienza nei consumi grazie a due strategie chiave. Da un lato, le aziende puntano su prezzi accessibili, lanciando marchi secondari economici sia nei mercati maturi sia in quelli emergenti, dove l'espansione è favorita da solide partnership con gli imbottigliatori locali. Dall'altro, il settore si sta allargando a nuovi target attraverso prodotti "lifestyle": varianti fruttate, senza calorie o zuccheri, che uniscono alla caffeina ingredienti funzionali come vitamine e collagene.
Alla luce dei maggiori costi delle materie prime e del packaging, inclusi quelli dell'alluminio, "è degno di nota il fatto che la maggior parte dei produttori di bevande abbia apparentemente tratto insegnamento dalla pandemia di COVID-19 e sia ora decisamente più protetta contro il rincaro delle materie prime rispetto ad allora" prosegue l'esperto. "Tuttavia, qualora la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi per buona parte del prossimo anno, anche questi vantaggiosi contratti di copertura rischiano di perdere efficacia".
Un quadro simile emerge nell'industria tessile. Dall'inizio della guerra in Iran, i costi diretti per i produttori tessili dell'Asia meridionale e sud-orientale, compresi Bangladesh, India e Vietnam, sono aumentati del 20-30%. I prezzi delle fibre sintetiche come il poliestere, in particolare, sono cresciuti in modo significativo a causa della temporanea carenza di petrolio. Anche i prezzi del cotone sono saliti sulla scia della crisi in Medio Oriente. Tuttavia, i produttori asiatici sono generalmente in grado di trasferire questi maggiori costi solo a partire dall'autunno, nell'ambito delle rinegoziazioni per la collezione primavera 2027. Ciò significa che i consumatori e l'industria della moda locale avvertiranno l'impatto di questi aumenti di prezzo solo molto più tardi.
La misura in cui i prezzi dovranno essere adeguati dipende anche dalle strutture produttive dei fornitori. Le aziende che esternalizzano una quota maggiore dei propri approvvigionamenti in Nord Africa e nell'Europa dell'Est saranno probabilmente molto meno colpite dalle turbolenze rispetto alle catene retail con politiche di prezzo più aggressive. Si prevede comunque che l'aumento dei costi di trasporto frenerà la crescita del margine lordo nella parte finale dell'anno. I marchi secondari continuano a guadagnare importanza anche nel comparto della moda.
Nel panorama del commercio al dettaglio, "il segmento 'off-price' si conferma anticiclico, registrando una solida crescita dei ricavi anche in fasi economiche complesse grazie alla costante domanda di sconti da parte dei consumatori" sottolinea l'esperto. La strategia si basa sull'acquisto a prezzi contenuti di stock residui ed eccedenze di beni di lusso, un modello agile che scherma i rivenditori dai rincari dei costi di produzione asiatici. Focalizzandosi su un differenziale di prezzo ottimizzato rispetto al retail tradizionale, queste aziende riescono così a incrementare capillarmente il proprio margine di profitto lordo.
"Considerato il contesto sfidante, la stock selection rimane cruciale nel settore dei consumi. A fronte di valutazioni elevate per alcuni titoli tecnologici, alcuni investitori potrebbero cercare opportunità di diversificazione, e il settore dei consumi offre interessanti possibilità in tal senso. Sul fronte del rischio, tuttavia, una selezione accurata dei titoli è più importante che mai, privilegiando i segmenti capaci di resistere alla debolezza della spesa indotta dall’inflazione. Un’eventuale soluzione sostenibile alla crisi in Medio Oriente potrebbe inoltre offrire un potenziale di ripresa per il comparto" conclude Dehning.
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0715:16 lug 2026