FOCUS: cosa cambia per il mercato dei bond dopo accordo Usa-Iran (Mirabaud Am)

MILANO (MF-NW)--L'accordo tra Stati Uniti e Iran ha rimosso uno dei rischi di coda più significativi che pendevano sui mercati quest'anno. Tuttavia, per gli investitori obbligazionari, l'apparente fine del conflitto non rappresenta un via libera per aumentare la duration, osserva Al Cattermole, Fixed Income Portfolio Manager di Mirabaud Asset Management.

ACCORDO RIDUCE POSSIBILITÀ STRETTA AGGRESSIVA DA B.CENTRALI

Prima dell'intesa, i mercati vedevano un percorso di inasprimento aggressivo da parte delle banche centrali dei mercati sviluppati. "Al culmine, i mercati scontavano per la Federal Reserve quasi due rialzi dei tassi quest'anno, con ulteriori incrementi previsti nel 2027, mentre per la Banca Centrale Europea e la Bank of England si erano arrivati a scontare, a un certo punto, più di tre rialzi per l'anno in corso", riporta Cattermole. Secondo l'esperto, tali quotazioni riflettevano uno scenario di conflitto prolungato capace di esaurire le riserve strategiche, spingendo il petrolio ben oltre i 90 dollari. "Con la notizia dell'accordo, la probabilità di assistere a tale scenario si è notevolmente ridotta", dichiara Cattermole. "Il mantenimento del prezzo del petrolio al di sotto degli 80-90 dollari modifica in modo significativo le prospettive sull'inflazione: quello che avrebbe potuto essere un picco inflazionistico persistente appare ora più come un aggiustamento isolato, che le banche centrali possono ignorare anziché contrastare in modo aggressivo. I mercati hanno già registrato un netto riprezzamento", prosegue l'esperto.

FED NON HA MOTIVI PER TAGLIARE TASSI

Gli investitori si domandano se questo riprezzamento possa aprire la strada a un rally duraturo. "A nostro avviso non sarà così, almeno non ancora. I dati economici statunitensi rimangono eccezionalmente solidi, trainati in parte dalle spese in conto capitale (capex) legate all'intelligenza artificiale, che hanno parzialmente compensato la debolezza dei consumi dovuta agli elevati costi energetici", osserva Cattermole. "Con buste paga robuste e in assenza di un deterioramento significativo del mercato del lavoro, la Fed non ha motivi immediati per tagliare i tassi. Affinché i Treasury scendano stabilmente al di sotto del 4%, il mercato deve iniziare a scontare un ciclo di tagli, e ciò richiede una debolezza del mercato del lavoro che non è ancora visibile nei dati. Riteniamo che l'esito più probabile a breve termine sia un movimento dei tassi all'interno di un intervallo ristretto", continua l'esperto.

ECONOMIA UE MENO RESILIENTE RISPETTO A USA

In Europa, le prospettive economiche restano più deboli rispetto agli Stati Uniti, data la maggiore dipendenza della regione dalle importazioni di energia. In questo contesto, "è probabile che la BCE adotti una posizione più neutrale con l'attenuarsi della minaccia inflazionistica immediata", commenta Cattermole. Tuttavia, "un ritorno ai minimi registrati prima del 2024 richiederebbe un livello di debolezza economica che non rientra nel nostro scenario di base", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1813:34 giu 2026