FOCUS: cresce esposizione al rischio di investitori istituzionali (State Street)
MILANO (MF-NW)--Lo State Street Risk Appetite Index è aumentato di 0,36, riflettendo una crescita della propensione al rischio da parte degli investitori istituzionali, che hanno incrementato l’allocazione azionaria di un punto base, a fronte di un'allocazione in liquidità rimasta stabile.
Sul fronte dei mercati azionari, informa una nota, Regno Unito e Giappone hanno registrato afflussi, mentre gli Stati Uniti, pur restando il principale sovrappeso in termini di posizionamento, hanno evidenziato vendite nette.
"Sul fronte azionario, il posizionamento è rimasto fortemente concentrato sugli Stati Uniti, in particolare sul settore tecnologico statunitense. Tuttavia, in Europa gli investitori sono stati acquirenti netti moderati di azioni regionali. A livello settoriale, i flussi hanno indicato la domanda più forte nei servizi di comunicazione, nei servizi di pubblica utilità e nel settore immobiliare europei", commenta Cayla Seder, Senior Macro Strategist di State Street Markets.
Sul fronte valutario, prosegue Seder, "gli investitori real money hanno continuato a privilegiare l'euro, con posizioni vicine ai massimi degli ultimi cinque anni per tutto il mese di dicembre. Gli investitori si sono mostrati a proprio agio nell'aumentare ulteriormente posizioni già in sovrappeso, con flussi rimasti costantemente positivi. Questa domanda è sostenuta dalle aspettative che la Bce abbia concluso il ciclo di tagli e che la prossima mossa di politica monetaria possa essere un rialzo, anche se non nell'immediato. Infine, l'interesse per il reddito fisso europeo ha raggiunto un picco all'inizio di dicembre, per poi deteriorarsi verso fine anno.
"Il cambiamento è stato determinato soprattutto da un'inversione della domanda per i Btp, mentre le vendite di Oat proseguono da agosto. I Bund, tuttavia, hanno fatto eccezione rispetto al trend generale: i flussi sui titoli sovrani tedeschi sono passati da vendite nette ad acquisti netti nell'ultimo mese dell'anno", conclude l'esperta.
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1615:22 gen 2026