FOCUS: Davos 2026, tra cooperazione flessibile e frammentazione (Moneyfarm)

MILANO (MF-NW)--"Lo spirito di dialogo, tema guida dell'edizione 2026 del World Economic Forum, si è confrontato con una realtà internazionale segnata da crescenti tensioni geopolitiche e dal confronto tra blocchi contrapposti. Il tradizionale ottimismo di Davos ha lasciato spazio a una lettura più realistica di un mondo multipolare, in cui la cooperazione globale appare indebolita ma non del tutto superata", commenta Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.

CRESCE RUOLO DELLE POTENZIE INTERMEDIE

Il Global Risks Report del World Economic Forum evidenzia il passaggio da un sistema multilaterale a una fase caratterizzata da una crescente competizione negli affari globali. In questo scenario emerge il ruolo sempre più rilevante delle potenze intermedie, chiamate a colmare le lacune lasciate dalla crisi dell’ordine internazionale tradizionalmente garantito dalle grandi potenze, attraverso nuove forme di cooperazione flessibile. "Dall'India al Brasile, fino al Canada, si rafforza l'idea di forum regionali e alleanze tematiche su commercio, sicurezza energetica e catene del valore, per colmare il vuoto lasciato da istituzioni globali paralizzate e ribadire che nessuna superpotenza deve poter orientare da sola l'agenda globale", spiega l'esperto. Sul fronte economico, la crescita appare più solida del previsto. Il Fondo Monetario Internazionale stima una crescita globale pari al 3,3%, mentre i timori di recessione si sono attenuati. Tuttavia, la frammentazione geoeconomica resta il principale rischio di breve termine. "Lo spettro di un grande decoupling, la separazione progressiva tra economie interdipendenti, con blocchi commerciali rivali e disaccoppiamento tecnologico e finanziario, non si è ancora materializzato", prosegue Flax, "il commercio globale ha evitato una vera guerra economica, riorganizzandosi lungo nuove direttrici, con il Sud-Est asiatico e l'India come nuovi motori di crescita. Restano tuttavia le preoccupazioni per l'elevato indebitamento e per gli effetti ritardati delle politiche monetarie restrittive".

PER SETTORE AI SFIDA PRINCIPALE RESTA IMPLEMENTAZIONE

Nel settore dell’Intelligenza Artificiale, l’entusiasmo iniziale degli investitori ha lasciato il posto a una maggiore consapevolezza: la vera sfida sarà riuscire a implementare l’AI su scala reale. "Secondo le indagini del Forum, l'IA potrebbe aumentare la crescita globale di quasi lo 0,8%, ma i suoi rischi, dalla distorsione del mercato del lavoro alla sicurezza, sono ormai entrati stabilmente tra le principali minacce globali di lungo periodo", prosegue l'esperto. Sul cambiamento climatico, "Davos ha restituito un quadro contraddittorio. Il fallimento dell'azione climatica resta il principale rischio sistemico per il pianeta, mentre la politica continua a oscillare tra promesse verdi e ritorni ai combustibili fossili e il costo dell'inazione aumenta di anno in anno. La transizione energetica avanza soprattutto grazie alle forze di mercato: nel 2025, il 93% della nuova capacità elettrica installata a livello globale è arrivata da fonti rinnovabili", spiega Flax.

CRESCE SFIDUCIA CITTADINI NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI

Infine, uno dei temi più trasversali protagonisti del dibattito a Davos è stata la crisi di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. "L'edizione del 2026 ha restituito l'immagine di un sistema sotto pressione, non tanto per contestazioni esterne, quanto per la crescente sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Il Trust Barometer 2026 di Edelman mostra una polarizzazione profonda, rivelando che quasi il 70% dei cittadini delle principali economie è riluttante a fidarsi di chi ha valori o opinioni diverse", spiega l'esperto. "Sotto la pressione dell'erosione della fiducia, diminuisce la capacità collettiva di rispondere alle sfide in agenda: dalle disuguaglianze economiche ai conflitti, fino alla crisi climatica", conclude Flax.

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3012:11 gen 2026