FOCUS: decifrare i rischi legati ai data center (S&P)
MILANO (MF-NW)--I data center si distinguono dalle altre asset class del project finance combinando in modo unico tre dimensioni essenziali di rischio: immobiliare, infrastrutture tradizionali e dimensione tecnologica. Sebbene l’importanza relativa di ciascuna possa variare per singolo progetto, tutte e tre le dimensioni sono essenziali nella valutazione del rischio di S&P Global Ratings.
La dimensione immobiliare, come si legge in un'analisi di S&P, riflette la durabilità fisica dell’edificio e/o del terreno, spesso su un orizzonte di diversi decenni, come per altri asset di lungo termine del settore. La dimensione infrastrutturale si concentra invece sull’affidabilità e sulla resilienza dei sistemi core, come l’alimentazione elettrica e il raffreddamento. Tuttavia, è la dimensione tecnologica a determinare più direttamente la vita economica utile di un data center. I rapidi progressi nell’hardware IT, nel software e l’evoluzione dei requisiti dei tenant possono ridurre drasticamente il periodo durante il quale una struttura resta competitiva e pienamente utilizzata, anche se la struttura fisica rimane intatta.
Questa interazione tra rischi è diventata ancora più marcata con l’aumento delle strutture di finanziamento dei data center caratterizzate da un ammortamento minimo e da consistenti rimborsi concentrati alla scadenza. "Sebbene i nostri criteri consentano vite utili degli asset fino a 50 anni per alcuni asset infrastrutturali, il rischio di obsolescenza tecnologica spesso implica che la vita operativa realistica di un data center sia molto più breve, tipicamente intorno a 25 anni nella nostra analisi. In quanto tale, consideriamo la vita utile dell’asset come una funzione di tutte e tre le dimensioni di rischio, con il profilo di rischio del settore che evolve insieme ai cambiamenti di mercato e tecnologici", spiegano da S&P.
Inoltre, proseguono gli esperti, "con l’accelerazione del cambiamento tecnologico, la nostra valutazione dei rischi operativi dei data center continua a evolvere. Osserviamo una maggiore esposizione al rischio di riaffitto e una maggiore complessità associata all’inclusione di soluzioni energetiche behind-the-meter nel perimetro dello stesso progetto. Questa combinazione sta ridefinendo la nostra visione della stabilità futura dei flussi di cassa nel settore".
"Quanto maggiore è l’esposizione al rischio di riaffitto, soprattutto su orizzonti più lunghi e meno prevedibili, tanto più solidi sono i margini finanziari richiesti nei principali indicatori a supporto di un rating investment grade. Lo stesso vale per l’inclusione di asset energetici all’interno delle strutture", conclude l'analisi.
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0318:19 lug 2026