FOCUS: dietro le quinte del rimbalzo di Wall Street (eToro)
MILANO (MF-NW)--Wall Street ha registrato un forte rimbalzo, sostenuta da risultati trimestrali solidi. L’84% delle società dell’S&P 500 ha infatti superato le attese degli analisti sugli utili. Il rally è reale, ma fragile. Reale perché i fondamentali di alcune aziende, soprattutto nel comparto tecnologico, sono straordinari. Fragile perché poggia su una concentrazione con pochi precedenti storici. Per ora, tuttavia, Wall Street sembra ignorare il conflitto in Iran e concentrarsi sui numeri. "Gli utili sono stati ad oggi abbastanza forti da spostare il baricentro, da ridurre il peso della geopolitica, da convincere il mercato che la crescita, almeno per ora, è ancora lì", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro.
84% AZIENDE SUPERA ATTESE SU UTILI PER AZIONE IN 1* TRIM
Il 63% delle società dell'S&P 500 ha già pubblicato i risultati relativi al primo trimestre, con il tasso di crescita degli utili blended (che combina i dati già pubblicati con le stime per le aziende ancora da comunicare) che segna un 27,1% anno su anno, secondo quanto riportato dai dati di FactSet. Il dato rappresenta "il livello più alto dal quarto trimestre 2021, quando la riapertura post-pandemica gonfiava i numeri con la forza di una ripartenza storica", commenta l'esperto. L'84% delle aziende ha battuto le stime sugli utili per azioni, mentre l'81% ha superato le attese sui ricavi. "Il margine di sorpresa aggregato sull'Eps è stato del 20,7%, quasi tre volte la media storica del 7%", riporta Debach. "Ma la statistica più rivelatrice è un'altra. Il 31 marzo, il tasso di crescita degli utili atteso per il Q1 era del 13,1%. In un mese di trimestrali, è salito al 27,1%. Una revisione al rialzo di 14 punti percentuali in trenta giorni. Un movimento di questa portata non si vede quasi mai. E quando si vede, significa che i risultati hanno sorpreso non su qualche voce marginale, ma nel cuore del modello di business delle aziende più grandi e più pesanti dell'indice", spiega l'esperto.
RISULTATI DIPENDONO DA VOCI NON RICORRENTI SIGNIFICATIVE
"Il margine netto blended per l'S&P 500 nel Q1 2026 è stato il 14,7%, il più alto da quando FactSet ha iniziato a tracciare questo dato nel 2009. Il record precedente era il 13,2% del trimestre precedente", continua Debach. In un contesto caratterizzato da forte incertezza geopolitica e tensioni sui prezzi energetici, le aziende americane hanno conseguito la loro miglior performance di redditività della storia recente. "Come è possibile? Parte della risposta sta nella composizione degli utili, con voci non ricorrenti significative, tra cui i 37,7 miliardi di dollari di plusvalenze non realizzate su partecipazioni azionarie di Alphabet, i 16,8 miliardi di dollari di guadagni da investimenti in Anthropic contabilizzati da Amazon.com, e l'8,03 miliardi di dollari di beneficio fiscale di Meta Platforms", spiega l'esperto. "Numeri reali, ma non necessariamente ripetibili. Una distinzione che il mercato tende a trascurare nella fase euforica. Tre aziende (Alphabet, Amazon.com e Meta) hanno generato il 71% dell'incremento netto degli utili dell'intero indice nel corso della settimana più importante della stagione. E non è finita. Ad aprile gli analisti hanno alzato le stime EPS per il secondo trimestre del 2,1%", prosegue Debach.
RALLY REALE MA FRAGILE
Il conflitto in Medio Oriente, almeno finora, non ha intaccato gli utili aziendali. "E il mercato, razionalmente o meno, si è aggrappato a questa certezza come a un'ancora. Wall Street, nel 2026, sembra non aver paura della guerra. Ma paura di perdere il rally", dichiara l'esperto. Il rimbalzo di aprile a Wall Street non è stato alimentato da una risoluzione del conflitto, ma dagli utili eccezionali di un ristretto numero di aziende. "È stato alimentato da 171,4 miliardi di afflussi mensili negli Etf americani (di cui 133 miliardi in equity), da investitori che, di fronte all'alternativa del cash a rendimento calante, hanno scelto il rischio", spiega Debach. "Il mercato sale perché gli utili sono stati straordinari. Ma il 60% dei titoli dell'indice è ancora al di sotto dei livelli pre bellici. Il rally, in questo senso, è reale ma fragile. È reale perché i fondamentali di alcune aziende, soprattutto nel tecnologico legato all'AI, sono straordinari. È fragile perché poggia su una base di concentrazione che ha pochi precedenti storici, e perché il multiplo pagato oggi contiene già una buona dose di ottimismo futuro", puntualizza l'esperto.
GUERRA MO CREA VOLATILITÀ, MA NON FERMA BULL MARKET
Il forward P/E dell'S&P 500 è oggi a 20,9x, sopra la media quinquennale (20,6x) e sopra la media decennale (19,6x). "Numeri assoluti che sembrano dire 'caro'. Ma il percorso che ci ha portato qui racconta una storia diversa, e più confortante. Guardando l'intero arco degli ultimi mesi (da fine marzo 2025 ad inizio maggio 2026), la variazione del multiplo forward P/E è negativo a -1,14%. Traduzione: nonostante un apprezzamento del prezzo di oltre 28% nel periodo, il multiplo forward si è in realtà contratto. Gli utili sono cresciuti più velocemente del prezzo. Il rally è stato, nella sua essenza strutturale, un rally da earnings, non da espansione dei multipli", spiega Debach. Wall Street ha dimostrato resilienza nei confronti delle guerre che la circondano. "Ha assorbito lo shock, ha digerito la paura e ha scelto i numeri. Ma la strada su cui corre è stretta. La guerra ha creato volatilità. Ha accelerato la rotazione. Ha costretto il mercato a scegliere. Ma non ha fermato il bull market", commenta l'esperto. "Gli utili sono stati ad oggi abbastanza forti da spostare il baricentro, da ridurre il peso della geopolitica, da convincere il mercato che la crescita, almeno per ora, è ancora lì", conclude Debach.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0514:08 mag 2026