FOCUS: diversi fattori sostengono rimbalzo azionario (Unicredit)

MILANO (MF-NW)--I mercati hanno registrato un forte rimbalzo, con gli indici che sono tornati vicini ai massimi storici, nonostante non si intraveda ancora una soluzione sostenibile alla crisi energetica né la riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo gli esperti di UniCredit, diversi fattori stanno contribuendo a sostenere un contesto favorevole per l’azionario. "In effetti, ci aspettiamo che i mercati azionari continuino a segnare nuovi massimi nei prossimi mesi, grazie alla crescita continua degli utili", dichiarano gli analisti.

AZIONI SOVRAPERFORMANO REDDITO FISSO

"Il contesto macroeconomico continua a sostenere le azioni, mentre gli asset allocator continuano a favorire l’azionario, poiché i recenti shock di grande entità sono stati assorbiti rapidamente, rafforzando la fiducia che anche lo shock legato a Hormuz sarà presto superato", osservano gli esperti. Allo stesso tempo, "i titoli di Stato – principale alternativa – sono sempre più percepiti come rischiosi a causa della loro sensibilità all’inflazione e delle crescenti preoccupazioni fiscali, soprattutto in un contesto geopolitico incerto", continuano gli esperti.

COMPOSIZIONE SETTORIALE HA FAVORITO RIMBALZO

Posizionamento, prezzi del petrolio e composizione settoriale hanno rafforzato il rimbalzo, in particolare negli Stati Uniti. "La copertura delle posizioni corte e il limitato de-risking iniziale hanno sostenuto i mercati, insieme a prezzi del petrolio che implicano uno shock macroeconomico gestibile", spiegano gli analisti. "La performance dell’azionario Usa è stata trainata principalmente dalla tecnologia – in particolare semiconduttori e domanda legata all’AI – e sostenuta da una forte crescita degli utili nei settori energia, industriali e materiali, nonostante dati macro recenti più deboli", proseguono da Unicredit.

COSTI ENERGETICI ELEVATI POSSONO PESARE SU CONSUMATORI

Tuttavia, restano alcuni fattori di rischio che non devono essere trascurati. Il contesto geopolitico resta incerto, mentre i prezzi del petrolio continuano a incorporare un premio al rischio e la logistica si normalizza solo gradualmente. "Costi energetici più elevati probabilmente peseranno sui consumatori nei prossimi trimestri. Allo stesso tempo, i consumi negli Stati Uniti – quasi il 70% del Pil – potrebbero subire pressioni a causa di maggiore inflazione, crescita occupazionale contenuta, effetti ricchezza limitati e risparmi delle famiglie in calo", concludono gli economisti.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2313:28 apr 2026