FOCUS: diversificare verso mercati asset reali (Fineco Am)
MILANO (MF-NW)--Negli anni successivi alla crisi finanziaria globale del 2008, i mercati azionari sono stati trainati da società basate su asset intangibili, come piattaforme software e proprietà intellettuali. Le grandi aziende tecnologiche hanno visto crescere le loro valutazioni, mentre i settori legati a industria, energia e materiali hanno registrato performance più deboli. "Negli ultimi sei mesi, tuttavia, stanno emergendo segnali di un cambiamento di tendenza, anche se per ora il movimento resta contenuto", commenta Owen Dwyer, Deputy Cio di Fineco Asset Management.
GOVERNI INVESTONO IN INFRASTRUTTURE, ENERGIA E MATERIE PRIME
Le ragioni del cambiamento sono molteplici. In primo luogo, "il periodo post-pandemico ha messo in luce anni di carenza di investimenti in infrastrutture, energia e materie prime nelle economie occidentali. I governi hanno reagito con importanti piani industriali e fiscali, programmi che richiedono investimenti massicci e di lungo periodo in settori tangibili", osserva l'esperto. Inoltre, i costi legati allo sviluppo dei data center hanno spinto gli operatori globali ad aumentare significativamente la spesa in conto capitale, con previsioni di investimenti tra i 2 e i 4 trilioni di dollari entro il 2030. In secondo luogo, il passaggio da filiere globali a modelli più regionalizzati sta portando governi e aziende a rivedere priorità, alleanze e investimenti per mettere in sicurezza produzione e approvvigionamenti. In questo contesto, produzioni strategiche come semiconduttori, farmaceutica e lavorazione di minerali critici non possono più essere date per scontate.
TASSI PIÙ ELEVATI SPINGONO ASSET REALI
Inoltre, "Per anni, i tassi d'interesse prossimi allo zero hanno sostenuto l'espansione dei multipli delle società intangibili. Oggi, in un contesto di tassi più alti e destinati a restare tali più a lungo, il mercato tende a favorire aziende che generano flussi di cassa nel breve termine e sono supportate da asset concreti, rispetto a quelle che basano il proprio business su proiezioni ancora lontane dal verificarsi", commenta Dwyer. Infine, "lo sviluppo di agenti AI specializzati sta alimentando dubbi sulla solidità di alcuni modelli di business nel software e nei servizi IT", prosegue l'esperto. Nonostante gli utili restino robusti, il mercato sta riducendo i multipli riconosciuti a queste aziende.
CONSIGLIATO DIVERSIFICARE VERSO ECONOMIA REALE
Questo trend potrebbe consolidarsi nel tempo. Tra le ragioni che giustificano una maggiore esposizione agli asset reali vi è la loro capacità di adeguarsi rapidamente a una crescita dell’inflazione. Sul fronte valutario, anni di sottoesposizione hanno lasciato molte società del comparto a quotazioni inferiori rispetto al costo di sostituzione degli asset. Infine, "Inserire in portafoglio asset reali può contribuire a generare rendimenti meno correlati e a rafforzare la diversificazione", dichiara l'esperto, soprattutto in un contesto in cui, negli Stati Uniti, gli indici azionari sono concentrati su un numero ristretto di grandi società ad elevata componente intangibile. "Molti investitori risultano oggi sovraesposti alle azioni statunitensi ad alta componente intangibile, e sottopesati nei settori e nelle aree più legati agli asset reali. Nel contesto attuale, appare opportuno almeno rivedere l'allocazione e valutare una maggiore diversificazione verso comparti e mercati ancorati all'economia reale", conclude Dwyer.
cba
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1716:09 mar 2026