FOCUS: domani bitcoin diventa maggiorenne, le tappe salienti dei primi 18 anni
MILANO (MF-NW)--Domani, 31 ottobre, Bitcoin diventa maggiorenne. Era infatti il 31 ottobre 2008 quando un autore anonimo, firmatosi Satoshi Nakamoto, pubblicò su una mailing list di crittografia un documento di nove pagine destinato a cambiare la finanza: «Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System». Poche settimane dopo, il 3 gennaio 2009, veniva generato il blocco genesi, con un messaggio ironico incastonato nel codice — il titolo del Times sui salvataggi bancari — a certificare la data di nascita e la ragione d'essere del progetto: una moneta senza banche centrali, nata dalle ceneri della grande crisi finanziaria.
Da allora la criptovaluta è passata da esperimento per cypherpunk ad asset globale da oltre 1.500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il 22 maggio 2010 — ricorrenza passata alla storia come il Bitcoin Pizza Day — lo sviluppatore Laszlo Hanyecz pagò due pizze 10.000 bitcoin, all'epoca circa 41 dollari: ad aprile di quest'anno quelle monete valevano 768 milioni, la transazione per un bene fisico più costosa della storia. Seguì una parabola di boom e crolli: i mille dollari del 2013, i 20.000 del 2017 e il tonfo dell'anno dopo, i fallimenti degli exchange — da Mt. Gox a Ftx —, i divieti cinesi sul mining e il riconoscimento pionieristico come moneta a corso legale in El Salvador nel settembre 2021, un impianto poi rivisto e reso facoltativo a inizio 2025 sotto la pressione negoziale del Fondo monetario internazionale. Ogni volta che i commentatori ne decretavano la morte, Bitcoin è risorto.
La svolta decisiva è stata istituzionale: a gennaio 2024 la SEC americana approvò gli ETF spot, spalancando le porte ai risparmiatori tradizionali; ad aprile arrivò il quarto halving, che dimezzò l'emissione di nuove monete; e il 6 marzo 2025 un ordine esecutivo del presidente Trump istituì la Riserva strategica di Bitcoin degli Stati Uniti, capitalizzata con i BTC confiscati dalla giustizia americana e definita dallo «zar» delle criptovalute della Casa Bianca, David Sacks, una sorta di «Fort Knox digitale».
Il mercato ha risposto: il 6 ottobre 2025 Bitcoin ha toccato il massimo storico di 126.198 dollari. Ma i diciotto anni arrivano in un momento complesso. Il 2026 è stato l'anno della correzione: dopo le liquidazioni record del 10 ottobre 2025, quando in 24 ore bruciarono oltre 19 miliardi di dollari in posizioni a leva, la pressione è rimasta alta: a giugno gli ETF hanno registrato il peggior mese dalla nascita con deflussi per 4,5 miliardi e il prezzo è sceso sotto i 60.000 dollari per la prima volta dalla fine del 2024, per poi recuperare terreno. In questi giorni scambia intorno ai 78.000 dollari: circa il 38% sotto il picco e il 28% sotto i livelli di un anno fa.
Eppure l'istituzionalizzazione non si è fermata: Bank of America indica ai clienti di wealth management un'allocazione dall'1 al 4% in asset digitali, Vanguard ha aperto la piattaforma agli ETF crypto, Morgan Stanley suggerisce quote del 2-4% e JPMorgan apre ad accettare bitcoin ed ether come garanzia per i prestiti istituzionali. Si muovono anche i soggetti sovrani: i veicoli di Abu Dhabi, Mubadala e ADIC, hanno superato il miliardo di dollari in quote dell'ETF di BlackRock, la banca centrale ceca ha creato un portafoglio di prova in bitcoin da un milione di dollari e il Pakistan ha annunciato una propria riserva strategica.
Che dire del futuro? Gli analisti restano divisi: per 21Shares lo scenario base di fine 2026 oscilla tra 100.000 e 110.000 dollari, con un caso rialzista tra 150.000 e 180.000 e uno ribassista tra 60.000 e 75.000. La statistica, intanto, gioca a favore del compleanno: ottobre — «Uptober» per i trader — ha chiuso in positivo in dieci degli ultimi tredici anni, con un rendimento mediano del mese intorno al 14% dal 2013.
Diciotto anni dopo, il whitepaper di Nakamoto resta un enigma fondativo: il suo autore è scomparso dalla scena tra il 2010 e il 2011 e la sua identità è ancora ignota. Il protocollo, intanto, non è mai stato violato e continua a rispettare il suo vincolo più celebre: non esisteranno mai più di 21 milioni di bitcoin, e oltre 19 milioni sono già stati estratti. Ma la sua creatura, tra crisi, boom e regolamentazioni, è diventata adulta: un attore permanente dei mercati, troppo grande per essere ignorato e ancora troppo giovane per essere addomesticato.
glm
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3012:13 ott 2026