FOCUS: ecco perché SpaceX può valere 1.750 mld usd (Ark Invest)
MILANO (MF-NW)--SpaceX ha svolto il primo passo formale verso quella che potrebbe diventare la più grande Ipo nella storia dei mercati dei capitali: l'azienda punta a una valutazione di 1.750 miliardi di dollari, a una raccolta potenziale fino a 75 miliardi di dollari e a una quotazione al Nasdaq già a partire da giugno 2026.
A fronte di circa 18,5 miliardi di ricavi stimati nel 2025, SpaceX verrebbe scambiata a circa 95 volte i ricavi trailing al prezzo dell’Ipo, come osservano in un'analisi gli analisti di Ark Invest, indicando che "non esiste un paragone possibile per un’azienda di queste dimensioni con tali multipli. La valutazione riflette non ciò che SpaceX guadagna oggi, ma ciò che gli investitori credono diventerà, il che richiede di comprendere i singoli segmenti di business".
Starlink è il motore finanziario: il servizio internet satellitare di SpaceX ha superato i 10 milioni di abbonati attivi globali all’inizio del 2026, con ricavi previsti superiori a 20 miliardi di dollari nel 2026. La ricerca di Ark identifica da tempo Starlink come la rete telecom a più rapida crescita al mondo per acquisizione di clienti e ricavi. "A nostro parere, il mercato della connettività satellitare potrebbe arrivare a circa 160 miliardi di dollari annui a regime, e Starlink è strutturalmente posizionata per catturarne una quota maggioritaria", indicano gli esperti.
I servizi di lancio restano invece le fondamenta dell’azienda: SpaceX ha effettuato 165 lanci orbitali nel 2025 e ha dispiegato circa l’85% di tutti i veicoli spaziali. Secondo la ricerca, l’azienda ha ridotto i costi di lancio di circa il 95% dal 2008: da circa 15.600 dollari per chilogrammo a meno di 1.000 dollari per chilogrammo tramite Falcon 9. Un sistema Starship completamente riutilizzabile, con obiettivo sotto i 100 dollari per chilogrammo, rappresenterebbe un ulteriore ordine di grandezza di riduzione dei costi e aprirebbe mercati oggi inesistenti, secondo gli esperti.
La fusione con xAI e il calcolo orbitale rappresentano invece la dimensione più prospettica della valutazione, secondo Ark Invest. La fusione del febbraio 2026 ha integrato verticalmente lancio, comunicazioni e infrastruttura di modelli AI in un’unica entità. Con costi di lancio inferiori a 100 dollari per chilogrammo, la ricerca sottolinea che i data center orbitali potrebbero offrire capacità di calcolo a un costo circa del 25% inferiore rispetto alle alternative terrestri, senza vincoli di rete elettrica, autorizzazioni o scarsità energetica. Musk ha dichiarato l’ambizione di lanciare 100 gigawatt di capacità di calcolo AI all’anno. Si tratta di un'ipotesi ancora in fase embrionale, ma è proprio questo il motivo per cui l'entità risultante dalla fusione gode di un premio strategico che nessun modello basato sulla somma delle parti riesce a cogliere appieno.
"La nostra ricerca suggerisce quindi che l'obiettivo di 1,75 trilioni di dollari per l'Ipo si basa su una traiettoria plausibile per ciascuno dei segmenti di attività principali di SpaceX, e che i vantaggi strutturali alla base di tale traiettoria siano duraturi", sottolineano gli esperti.
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2918:28 apr 2026