FOCUS: economia globale a tre velocità tra AI, geopolitica e frammentazione (Allianz Trade)
MILANO (MF-NW)--Secondo il Sector Atlas 2026 di Allianz Trade, che analizza l'evoluzione del rischio d'impresa in 17 settori economici e 70 Paesi, la crescita globale dovrebbe rallentare al 2,5% nel 2026, prima di risalire al 2,9% nel 2027, sostenuta soprattutto dagli investimenti nell'intelligenza artificiale, mentre persistono gli effetti delle tensioni geopolitiche, delle tensioni commerciali e della frammentazione delle catene di fornitura.
Il principale motore della crescita, secondo gli analisti, resta il comparto tecnologico legato all'AI. Gli investimenti infrastrutturali dei grandi operatori digitali potrebbero raggiungere 725 miliardi di dollari nel 2026 e superare 1.000 miliardi nel 2027, spingendo le vendite globali di semiconduttori verso quota 1.500 miliardi di dollari e creando una netta frattura tra il settore dell'AI e quelli più esposti a costi elevati e domanda debole.
Nello studio emerge che i tre comparti più solidi risultano essere: farmaceutica, capace di generare utili per effetto di invecchiamento della popolazione e innovazioni dovute alle applicazioni dell'AI; software e IT, comparto trainato dallo sviluppo della digitalizzazione; ed energia, spinta dall’aumento della domanda strutturale di elettricità legata alla crescita dei data center, ma anche per effetto dei flussi di cassa generati dai prezzi di
petrolio e gas.
Al contrario, tra i tre settori con maggiori difficoltà rientrano: l’automotive, a causa della pressione dei produttori cinesi che comprime prezzi e margini; il tessile/moda, dovuto ai costi in aumento e della
domanda dei consumatori debole; e la chimica, specialmente in Europa, penalizzata dal gap dei costi energetici con altre regioni, in primis gli Usa.
Secondo Gianluigi Iacovino, Region & Italy Credit Assessment Director Mmea di Allianz Trade: "l'Italia riflette pienamente l'economia a tre velocità descritta dal Sector Atlas 2026. I settori che beneficiano dei trend strutturali legati all'intelligenza artificiale, alla digitalizzazione, agli investimenti infrastrutturali e alla difesa presentano prospettive più solide. A questi si affianca la farmaceutica, che continua a distinguersi per capacità innovativa, competitività internazionale e resilienza della domanda, e risulta una delle aree più performanti di una economia in moderata crescita".
"Leggermente più complessa appare la situazione per i comparti che sono più esposti al commercio internazionale e al rallentamento della domanda europea" continua l'esperto, "ad esempio, Automotive, moda, sistema casa e alcune filiere della manifattura tradizionale continuano a confrontarsi con una domanda ancora debole nei principali mercati di sbocco, una redditività sotto pressione per effetto della competizione globale, dei costi di trasformazione, energetici, nonché un contesto operativo caratterizzato da crescente incertezza geopolitica e commerciale”.
"Dal punto di vista del rischio d'impresa", conclude Iacovino, "osserviamo oggi una crescente divaricazione tra i settori che riescono a combinare crescita della domanda, adeguata redditività e solidità finanziaria, e quelli che devono affrontare simultaneamente pressioni sui margini, maggiore fabbisogno di investimenti e mercati finali meno dinamici. In questo scenario, la capacità delle imprese italiane di innovare, diversificare i mercati di sbocco e rafforzare il posizionamento su prodotti e servizi ad alto valore aggiunto sarà determinante per preservare competitività e risultati nel medio periodo”.
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1410:55 set 2026