FOCUS: economia globale regge, mercato prezza riduzione rischio non sua eliminazione (Allianz GI)

MILANO (MF-NW)--L'economia globale, piegata da continui shock, non si sta spezzando, affermano gli esperti di Allianz Global Investors. Dopo le turbolenze causate dai dazi statunitensi, la crisi in Medio Oriente mostra segnali di stabilizzazione. Tuttavia, i prezzi del petrolio restano elevati, l’inflazione rimane sopra i livelli obiettivo nella maggior parte delle principali economie e il contesto macroeconomico continua a essere vulnerabile a nuove fasi di volatilità in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Per gli investitori, puntualizzano gli esperti, ciò che conta non è soltanto la direzione dei mercati, ma anche la varietà dei possibili scenari. Le divergenze tra aree geografiche, asset class e temi di mercato si stanno ampliando: gli Stati Uniti continuano a mostrare una relativa resilienza, mentre l'Europa e alcune aree dell'Asia sono più sensibili alle variazioni dell'offerta e dei prezzi dell'energia. I mercati stanno inviando segnali contrastanti: le obbligazioni indicano uno scenario più orientato alla stagflazione, mentre i mercati azionari riflettono prospettive di crescita più favorevoli.

Questa divergenza si manifesta anche all'interno delle singole asset class. L'elevato rischio inflazionistico e tassi destinati a rimanere elevati più a lungo stanno spostando l'attenzione verso "value", "income"e "quality", mentre gli investimenti legati all’AI continuano a sostenere crescita e valutazioni in alcune aree del mercato. Le correlazioni tra azioni e obbligazioni sono aumentate, rendendo la diversificazione meno immediata e rafforzando la necessità di disporre di una gamma più ampia di strumenti.

In questo contesto, puntualizzano da Allianz Global Investors, "il solo beta difficilmente sarà sufficiente. I rendimenti dipenderanno da scelte accurate tra Paesi, settori e strumenti, e dalla capacità di essere flessibili".

Per gli esperti la tenuta di eventuali rimbalzi di mercato dipenderà da una normalizzazione duratura dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz e da una soluzione politica credibile. "Il nostro scenario di base resta orientato alla resilienza, ma i mercati stanno prezzando una riduzione del rischio, non la sua eliminazione".

alb

alberto.chimenti@mfnewswires.it

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2213:16 giu 2026