FOCUS: Europa; al via stagione utili, faro su bilancio e rating della Francia (Mps)
MILANO (MF-NW)--"Dopo l’avvio della stagione degli utili Q3 la settimana appena passata negli Usa, l’Europa scalda i motori a partire da mercoledì", affermano gli strategist di Mps. "Gli highlight della settimana sono Iberdrola, Sap, Barclays, Unicredit, Eni e Volvo".
"Similmente agli Usa, la crescita degli utili attesa è elevata; per lo Stoxx 600: 22% a/a dopo il 28% del Q2 e il 9% del Q1, con l’energia e i finanziari che dovrebbero fornire il contributo maggiore. Anche escludendo questi due settori, la crescita sarebbe robusta (13%). L’evoluzione dei numeri macro nel Q3 supporta una crescita elevata; in effetti una delle sorprese di questo tumultuoso 2026 è stata sinora l’impermeabilità del ciclo globale allo shock energetico", proseguono gli esperti.
Secondo gli strategist, "la crescita attesa è stata infatti rivista al rialzo dall’inizio dell’intervento Usa in Iran e si trova ora al 17% e al 10% per il 2026 e 2027 rispettivamente. Al di là dei numeri del trimestre, il focus sarà sulla guidance delle società per il Q4 e il 2027 che dovrà sostenere le attese di un proseguimento di questa crescita robusta. A fine mese, quando circa il 50% dello Stoxx 600 avrà riportato, avremo un quadro più chiaro".
"La Francia tornerà probabilmente ad essere al centro dell’attenzione la prossima settimana, considerando che martedì ci sarà la votazione sulla prima parte del bilancio. Lo spread Oat-Bund si è stabilizzato nell’ultima settimana ma rimane ancora su livelli di guarda. Per superare lo scoglio del Parlamento, il Governo dovrebbe utilizzare la clausola di esercizio provvisorio (art.49.3) che farebbe andare avanti l’iter senza la necessità di un voto parlamentare", continuano gli esperti.
"Il rischio nel suo utilizzo risiede nell’attivazione di una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni, che necessitano della maggioranza assoluto (289 voti su 577) per far cadere il Governo. Negli ultimi tre anni questo scenario è stato scongiurato, anche perché sarebbe quello più nefasto che riporterebbe a nuove forti vendite sui titoli francesi", dichiarano gli strategist.
"Lo scenario più positivo per i mercati sarebbe un’approvazione diretta del Parlamento, ma la probabilità che ciò avvenga è molto residuale. Allo stesso tempo avremo venerdì a mercati chiusi la decisione sul rating da parte di Moody’s che, molto probabilmente taglierà il merito creditizio del Paese, ma questo potrebbe non essere una sorpresa considerando che i rendimenti governativi francesi girano già su livelli di rendimento coerenti con un rating in fascia 'B'", concludono gli esperti.
dfg
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1616:14 ott 2026