FOCUS: Europa, venti favorevoli potrebbero scongiurare i rischi incombenti (Pgim)
MILANO (MF-NW)--Nel 2025, la crescita dell'Eurozona si è avvicinata al proprio potenziale, mentre l'inflazione si è mantenuta intorno al target del 2% fissato dalla Bce. Guardando al futuro, lo stimolo fiscale tedesco dovrebbe sostenere gli investitori della regione. In questo contesto, lo scenario di base per il 2026 prevede una crescita prossima al trend, nell'ordine dell'1,2-1,4%, grazie all'aumento dei redditi reali e al sostegno fiscale a favore dei consumatori, mentre esportazioni e investimenti restano in difficoltà, commenta Katharine Neiss, deputy head of global economics, fixed income di Pgim.
SLANCIO ECONOMIE PERIFERICHE SI MANTERRÀ IN 2026
La crescita dell'Eurozona si è attestata all'1,4% nel 2025, mentre l'inflazione si è mantenuta in linea con l'obiettivo. In questo contesto, la Bce si trova in una posizione favorevole a inizio 2026. Lo shock causato dall'aumento dei dazi si è rivelato meno dannoso del previsto, grazie ai tassi effettivi relativamente bassi applicati alle esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti e dall'assenza di ritorsioni da parte dell'UE. Lo slancio delle economie periferiche, come Spagna, Portogallo e Grecia, dovrebbe rimanere invariato fino al 2026, anche se scadrà il termine per i fondi Ue post-pandemia. "La Spagna rimane un Paese dalle prestazioni eccellenti, con una forte crescita dell'occupazione, bassi costi energetici e una maggiore diversificazione nei servizi professionali non legati al turismo", spiega l'esperta. Di conseguenza, "prevediamo che la continua disciplina fiscale nella periferia porterà a ulteriori miglioramenti dei rating creditizi, che a loro volta dovrebbero sostenere un'ulteriore compressione degli spread dei titoli di Stato della periferia rispetto ai bund", dichiara Neiss.
STIMOLO FISCALE TEDESCO SOSTIENE CRESCITA EUROZONA
Lo stimolo fiscale tedesco dovrebbe contribuire alla crescita dell'Eurozona, grazie alle ricadute positive per l'Italia e per le economie interconnesse dell'Europa centrale e orientale. "Nel complesso, prevediamo una crescita relativamente solida dell'area euro dell'1,2% nel 2026 in un contesto di inflazione moderata. Un mercato del lavoro relativamente resiliente, caratterizzato da un basso tasso di assunzioni e licenziamenti, un elevato tasso di risparmio e una ripresa dei salari reali dovrebbero continuare a sostenere la domanda interna", continua l'esperta. Nonostante in quadro macroeconomico resti generalmente favorevole, rimangono alcuni elementi di incertezza: il dinamismo del settore privato rimane debole, con un aumento della disoccupazione in Germania e Francia, mentre lo stimolo fiscale tedesco arriva in assenza di riforme significative, limitando il suo potenziale di generare una crescita endogena più elevata. Infine, le riforme a livello europeo, compresa la semplificazione normativa, hanno deluso le aspettative.
BCE POTREBBE PORTARE TASSO DI INTERESSE ALL'1,75%
"La Francia rimane un esempio lampante degli effetti di un'era di fiscal dominance, poiché le divisioni politiche le impediscono di contenere gli ampi deficit di bilancio e l'aumento del rapporto debito/Pil", continua Neiss. La frammentazione politica non è un fenomeno esclusivo della Francia, con la Spagna incapace di concordare un bilancio per il terzo anno consecutivo. Tuttavia, questi sono problemi avranno un impatto nel lungo termine e potrebbero essere risolti nel prossimo ciclo di elezioni nel 2027. "Per ora, la combinazione dell'inerzia nella periferia e dell'imminente impulso fiscale della Germania (che contribuisce a curve dei rendimenti ripide) dovrebbe favorire l'interesse degli investitori nella regione", spiega l'esperta. "In Europa, il nostro scenario di base prevede anche una crescita vicina al trend (circa 1,2-1,4%), poiché l'aumento dei redditi reali e il sostegno fiscale supportano i consumatori, mentre le esportazioni e gli investimenti rimangono in difficoltà. Un periodo lieve ma prolungato in cui l'inflazione è inferiore all'obiettivo del 2% della Bce potrebbe incentivare la Banca ad attuare un altro taglio dei tassi di 25 punti base per portare il tasso sui depositi al limite inferiore del range di neutralità, all'1,75%", dettaglia Neiss. "L'aumento della probabilità del nostro scenario di base deriva da una riduzione di 5 punti percentuali dello scenario di surriscaldamento, mentre la recessione rimane il principale rischio al ribasso con una probabilità del 15%", conclude l'esperta.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2610:38 feb 2026