FOCUS: Eurozona, crescita in ridimensionamento nel 2027 ma resiliente (Schroders)
MILANO (MF-NW)--"L'economia dell'Eurozona ha offerto una sorpresa positiva nel secondo trimestre. Anche escludendo i dati volatili dell'Irlanda, il Pil è cresciuto di circa lo 0,3% su base trimestrale, smentendo le aspettative secondo cui il precedente shock energetico avrebbe rapidamente spinto la regione verso la stagnazione. Anche le più recenti indagini Pmi sono rimaste compatibili con una crescita moderata, suggerendo che l'economia sia entrata nella seconda metà dell'anno con una resilienza superiore alle nostre precedenti aspettative", commenta David Rees, Head of Global Economics di Schroders. Tuttavia, "prevediamo che parte di questo slancio venga meno nei prossimi trimestri per tre ragioni", sottolinea l'esperto.
"Il primo elemento di rischio arriva dal ciclo manifatturiero globale", spiega Rees. Gli indicatori anticipatori hanno infatti iniziato a indebolirsi. La ripresa industriale dell'Eurozona è rimasta relativamente modesta e un rallentamento del ciclo esterno potrebbe pesare sui nuovi ordini e sulla produzione, man mano che si esaurisce la spinta derivante dallo smaltimento degli arretrati. I servizi dovrebbero continuare a fornire un certo sostegno, ma è improbabile che la ripresa si allarghi o acceleri abbastanza da mantenere il ritmo di crescita recente.
Il secondo fattore riguarda l'inflazione. Un’inflazione superiore all’obiettivo continuerà a comprimere i redditi reali. "Presupponiamo che i prezzi del petrolio rimangano elevati ancora per qualche tempo, mentre gli indicatori anticipatori sono coerenti con una certa accelerazione dell’inflazione di fondo" prosegue l'esperto. L'inflazione complessiva dovrebbe moderarsi quando gli effetti diretti dell'energia finiranno per attenuarsi, ma le pressioni sottostanti sui prezzi si stanno dimostrando più persistenti. In particolare, l'inflazione nei servizi e la crescita salariale rimangono troppo elevate perché la Bce possa essere certa che l'inflazione sia tornata stabilmente all'obiettivo.
Il terzo elemento è rappresentato dalle condizioni finanziarie, che potrebbero diventare più restrittive nel 2027. La Bce è stata rapida nell’avviare gli aumenti dei tassi e, dato il vigore dell’attività economica, è probabile che siano in arrivo ulteriori strette. "Ora prevediamo che il Consiglio direttivo effettui aumenti dei tassi di 25 punti base a settembre e dicembre, portando il tasso sui depositi al 2,75%. Costi di finanziamento più elevati e condizioni finanziarie più rigide producono effetti con un certo ritardo: ciò significa che il principale freno alla domanda dovrebbe emergere nel corso del 2027, anziché nell'immediato" osserva lo strategist.
Questo dovrebbe compensare in parte la prosecuzione dell'espansione della politica fiscale tedesca. Il programma fiscale della Germania rimane comunque un importante elemento di sostegno per le prospettive regionali. L'aumento della spesa per difesa e infrastrutture è stato ora affiancato da riforme volte a ridurre i tempi di pianificazione, eliminare i colli di bottiglia e migliorare l'attuazione dei progetti, mentre il governo continua a contrastare il populismo di destra.
Il rischio politico potrebbe diventare un tema di mercato ancora più rilevante nel 2027. Italia, Spagna e Francia dovranno tutte affrontare importanti appuntamenti elettorali.
Secondo l'analista, la Francia appare il principale potenziale punto di crisi, considerata la sua debole posizione fiscale, il panorama politico frammentato e la possibilità che Marine Le Pen possa candidarsi alle elezioni presidenziali. "Anche in assenza di una crisi sistemica dell'Eurozona, l'incertezza sulla politica fiscale e sulla composizione dei futuri governi potrebbe provocare periodici episodi di volatilità sui titoli di Stato locali, sui mercati azionari e sull'euro", conclude Rees.
edl
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
3113:51 ago 2026