FOCUS: Fed, crescita Usa e inflazione persistente frenano il taglio dei tassi (Payden & Rygel)

MILANO (MF-NW)--"La crescita dell'economia statunitense continua a sorprendere al rialzo, smentendo le letture più pessimistiche e i paragoni con la bolla tecnologica del 1999. Il PIL è sulla buona strada per crescere del 3,4% nel terzo trimestre, con gli investimenti fissi non residenziali che contribuirebbero per 1,6 punti percentuali, quasi la metà dell'incremento complessivo. In vista del meeting della Federal Reserve di oggi, il dinamismo dell'economia e la persistente pressione sui prezzi rendono particolarmente rilevante il dibattito sul percorso futuro dei tassi", spiega Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel.

"Le preoccupazioni per la complessità e le dimensioni delle emissioni obbligazionarie legate all'intelligenza artificiale appaiono, per alcuni aspetti, eccessive. La capacità del sistema statunitense di convogliare ingenti capitali verso investimenti produttivi rappresenta un elemento di forza. Le emissioni degli hyperscaler, pur stimate al 20% del totale delle emissioni obbligazionarie di quest'anno, equivalgono infatti ad appena il 2% del debito societario non finanziario statunitense", afferma l'esperto.

"Inoltre", continua l'analista, "l'attuale ciclo di investimenti in AI si distingue da quello degli anni 2010, quando molte società americane ricorrevano al credito soprattutto per finanziare i riacquisti di azioni proprie, anziché sostenere nuovi investimenti produttivi. Sul fronte monetario, la Fed dovrà confrontarsi con un'inflazione che resta al di sopra dell'obiettivo: il dato da monitorare, in particolare, è il PCE core, il cui scostamento dal target della Fed persiste da 66 mesi consecutivi. Anche se la banca centrale può attendere prima di intervenire nuovamente, il protrarsi di questa dinamica rende più difficile ipotizzare un rapido allentamento delle condizioni monetarie".

"Il rischio fiscale degli Stati Uniti non è quello della Francia. Le difficoltà dei conti pubblici francesi non rappresentano necessariamente un'anticipazione di quanto potrebbe accadere oltreoceano: la differenza fondamentale è la crescita economica. Dal 2019, il PIL francese è aumentato complessivamente del 6,7%, contro il 16,3% degli Stati Uniti. In Francia, inoltre, i rendimenti dei titoli di Stato decennali superano il tasso di crescita nominale dell'economia. In queste condizioni, anche mantenendo invariato il disavanzo primario, il rapporto tra debito e PIL tende a salire, con il rischio di comprimere ulteriormente gli investimenti", spiega Cleveland.

"Il rialzo dei rendimenti osservato dall'inizio dell'anno riflette, in questo quadro, una combinazione di tassi reali più elevati e di un aumento del premio a termine. La prospettiva di una crescita più sostenuta, insieme alla persistenza dell'inflazione, contribuisce a mantenere elevati i tassi ufficiali e a esercitare pressioni sui rendimenti a lungo termine. A questi fattori si aggiunge il fabbisogno di finanziamento del governo statunitense, mentre le emissioni legate all'AI possono contribuire ad alimentare la pressione sul premio a termine", dichiara l'esperto.

"Il meeting della Fed arriva quindi in una fase in cui la solidità della crescita e le prospettive degli investimenti in intelligenza artificiale si confrontano con un'inflazione ancora persistente e con un costo del denaro destinato a restare elevato più a lungo. La normalizzazione dei tassi, se confermata, potrebbe rivelarsi più lenta del previsto", conclude l'analista.

dfg

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2810:50 ott 2026