FOCUS: G7 alla prova su energia, debito e inflazione (Intermonte)
MILANO (MF-NW)--"Il prezzo dell'energia è tornato a salire, con il Brent vicino ai 106 dollari al barile. Alla nuova escalation militare nel Golfo, che ha ridotto ai minimi il transito delle navi attraverso Hormuz, si aggiunge l'uragano Isaia, che minaccia impianti del Golfo del Messico per circa mezzo milione di barili al giorno. Il rincaro dell'energia in corso dall'estate rende irrealistiche le stime di crescita diffuse a luglio dal Fondo Monetario Internazionale, che il 13 ottobre aggiornerà il World Economic Outlook. Quelle stime ipotizzavano un petrolio a 89 dollari nel 2026 e a 78 nel 2027. Il prezzo medio di quest'anno è invece vicino a 93 dollari, il 32% sopra i livelli prebellici, e il mercato sconta 91 dollari per il 2027", afferma Donatella Principe, Head of Global Strategy di Intermonte.
"Anticipando i contenuti del rapporto, la direttrice del FMI ha parlato di una crescita globale molto disomogenea, che dipende dall'esposizione di ciascun Paese allo shock energetico. Ha anche richiamato l'attenzione sul debito: oggi i Paesi sviluppati risultano più indebitati e spesso più fragili di quelli emergenti. Il paragone con i 'Fragile Five' del 2013 (Brasile, India, Indonesia, Sudafrica e Turchia) è immediato, e ci si chiede se oggi non si debba parlare di 'Fragile Seven' del G7, con Stati Uniti e Francia nella posizione più critica", continua l'esperta.
"Secondo il Fmi la crescita del Pil non basta più a contenere il debito: serve un consolidamento fiscale", prosegue l'analista. "L'intelligenza artificiale, se ben utilizzata, potrebbe comunque dare un contributo positivo alla crescita. Sul fronte monetario, la direttrice ha criticato i "monetary cowboys": le banche centrali devono smettere di sostenere i governi sul debito e concentrarsi sulla stabilità dei prezzi. Devono mantenere un orientamento restrittivo e comunicare in modo chiaro e coerente i propri obiettivi".
"Intanto, il rendimento del Treasury Usa decennale ha toccato il 5,35% e quello trentennale il 5,73%, prima di ripiegare. Il buyback da 6 miliardi del Tesoro ha avuto un peso limitato. Hanno contato di più le aste ben accolte su 10 e 30 anni: circa tre quarti dell'offerta del trentennale è andata a investitori esteri, che erano stati venditori netti negli ultimi tre mesi. Gli effetti sull'economia reale della salita dei rendimenti del Treasury sono evidenti. Il tasso sui mutui è al 7,4%, il massimo dall'insediamento di Trump, il gallone di benzina è passato da 3,50 a 5,20 dollari e quello di diesel da 3,80 a 6,30. Intanto crescono le probabilità che i Democratici conquistino sia la Camera (91%) sia il Senato (64%, contro circa un terzo a inizio anno)", afferma Principe.
Per l'esperta, "il tema dell'"affordability" sul quale era incentrata l'agenda di Trump si scontra anche con la sfida crescente al potere d'acquisto delle famiglie. La Fed di New York rileva aspettative di inflazione al 3,9% a un anno, il massimo da maggio 2023, e al 3,25% a tre anni. Il Cpi della prossima settimana è atteso in salita dal 3,4% al 3,6%, mentre la crescita dei salari rallenta al 3% e, dal 2022, soprattutto per le fasce di reddito più basse, invertendo la tendenza storica".
"Il mercato del lavoro manda segnali contrastanti: il job report di qualche giorno fa è stato debole in tutte le sue componenti, mentre le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione (197.000) sono tra le più basse degli ultimi sessant'anni. Sappiamo che il mercato del lavoro è in un fragile equilibrio e i dati contrastanti ne rendono complicata la lettura anche per la Fed, che pure ha tra i suoi obiettivi la piena occupazione, oltre alla stabilità dei prezzi", continua l'analista.
Per Principe, "all'interno della Fed il sentiment è sempre più restrittivo, ma il vero tema è la percezione di rischio che il board ha sulla combinazione delle due variabili d'inflazione e occupazione. L'indice di Oxford Economics sul rischio di stagflazione, costruito sul linguaggio della banca centrale, è ai massimi dal 2007 e supera i livelli del 2022, quando l'inflazione era vicina al 9%. Questa anomalia potrebbe segnalare che l'inflazione è ormai percepita come un fenomeno strutturale. Le minute confermano la propensione a nuovi rialzi, ma resta sempre il divario tra pensione e azione. Il mercato sconta un rialzo a dicembre e due nel 2027, contro l'unico rialzo indicato dai dot plot: per il mercato la Fed resta dietro la curva".
"Per quanto riguarda le trimestrali, la stagione è partita, con attese di crescita degli utili del 25,9%. Sarebbe il nono trimestre consecutivo a doppia cifra, con valutazioni a 19 volte gli utili, sotto le medie a 5 e 10 anni. Restano però i dubbi sull'intelligenza artificiale. Morgan Stanley stima 1.500 miliardi di fabbisogno di finanziamento esterno in due anni, in una fase di costo del capitale crescente. OpenAI ha ridotto le stime di ricavi annualizzati da 70 a 50 miliardi, e l'australiana Firmus ha rinunciato all'IPO a favore di una raccolta privata", prosegue l'esperta.
"Con attese così elevate è facile deludere. Il mercato spera che i restanti 493 titoli dell'S&P 500 battano i Magnifici 7 per crescita degli utili. È importante che gli investitori siano rassicurati che la crescita degli utili delle aziende tecnologiche non avvengano a discapito degli altri settori. Finora gli utili sono stati l'unico argine contro le pressioni del mercato obbligazionario sull'azionario", conclude l'analista.
dfg
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0912:15 ott 2026