FOCUS: geopolitica pesa meno sui listini, ma occorre proteggersi da eventi sistemici (Ns Partners)

MILANO (MF-NW)--"Dall'intervento militare statunitense in Venezuela alle esercitazioni cinesi attorno a Taiwan, dalla guerra ancora in corso tra Russia e Ucraina fino allo scontro diplomatico tra Washington e Copenaghen sulla Groenlandia, negli ultimi anni gli shock non sono mancati", commenta Giacomo Calef, Country Head Italia di Ns Partners. Tuttavia, i mercati finanziari globali hanno mostrato una resilienza sorprendente di fronte alle tensioni geopolitiche che, in altri contesti storici, avrebbero con ogni probabilità innescato fasi prolungate di turbolenza.

MERCATI CONCENTRATI SU FONDAMENTALI, MENTRE SHOCK HANNO PESO RIDOTTO

I mercati prevedono una Federal Reserve più accomodante nel corso del 2026. La prospettiva di tassi di interesse più bassi, unita alla crescita degli utili aziendali, ha contribuito a rafforzare il clima di "risk-on". Tuttavia, altri fattori hanno inciso sulla valutazione dell'impatto economico dei vari shock, che in molti casi è stato giudicato contenuto e gestibile. "Il Venezuela ha un peso marginale sull'economia globale; la guerra in Ucraina, dopo lo shock iniziale su energia e inflazione, è stata in larga parte assorbita attraverso l'adattamento delle catene di approvvigionamento e la riorganizzazione delle fonti energetiche europee. Quanto a Taiwan, il rischio potrebbe essere sistemico, ma viene percepito come non imminente", spiega l'esperto. In questo contesto, i mercati tendono a mantenere l'attenzione sui fondamentali, mentre le reazioni alle notizie geopolitiche sono intense, ma spesso di breve durata. Inoltre, prosegue Calef, "ci sono asset che sono cresciuti significativamente con funzione di hedging in portafoglio, consentendo ai grandi indici di mantenere una relativa stabilità e permettendo agli investitori di restare esposti agli attivi rischiosi. Si veda la corsa dell'oro dell'ultimo periodo".

TUTTAVIA, RIMANE RISCHIO LEGATO A EVENTI SISTEMICI

Tuttavia, gli operatori potrebbero star sottovalutando i rischi di uno shock sistemico. "La ripetizione di shock geopolitici negli ultimi anni sembra aver generato una certa assuefazione: i mercati hanno imparato a convivere con un livello elevato e costante di incertezza", continua l'esperto. "Ma un evento realmente sistemico, come un'escalation su Taiwan o una frattura irreversibile tra alleati, avrebbe effetti potenzialmente più difficili da contenere, soprattutto in una fase caratterizzata da valutazioni elevate e da un ampio ricorso alla leva finanziaria per amplificare i rendimenti", puntualizza Calef. In questo contesto, le strategie long-short svolgono un ruolo rilevante all'interno di un portafoglio bilanciato. "La possibilità di combinare posizioni lunghe su asset selezionati con coperture mirate su titoli o settori più vulnerabili consente di ridurre la dipendenza dal "beta" di mercato e di conseguenza da improvvisi eventi geopolitici", conclude l'esperto.

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1211:07 gen 2026