FOCUS: Giappone, vittoria Takaichi porta rimbalzo yen e nuova agenda di spesa (Haneft)

MILANO (MF-NW)--"Lo scorso anno, quando Sanae Takaichi è diventata Primo Ministro dopo aver vinto le primarie interne del suo partito, i mercati hanno reagito positivamente, sostenuti dalle aspettative legate alla sua capacità di rilanciare l'economia giapponese. Oggi, con il partito di Takaichi che ha conquistato il 68% dei seggi, la visione riformatrice della premier può contare su un sostegno politico molto solido", commenta Tom Bailey, Head of Research di HANetf.

ESITO ELETTORALE PORTA REAZIONE TECNICA DELLO YEN

Sul fronte valutario, l'esito elettorale ha innescato una reazione tecnica. "Se alla vigilia del voto lo Yen risultava una delle valute più vendute allo scoperto dai fondi hedge a causa dell'incertezza, la vittoria consolidata ha portato a una rapida chiusura di queste posizioni ribassiste, favorendo un rimbalzo della divisa nipponica", spiega l'esperto. L’apprezzamento della valuta si è verificato nonostante il programma della premier, giudicato fortemente espansivo e non necessariamente favorevole a una rivalutazione della moneta nel lungo periodo. In prospettiva, l’andamento dello yen dipenderà in larga misura dall’evoluzione della spesa per la difesa. "Sebbene il Giappone abbia iniziato ad allontanarsi dalla sua tradizionale postura pacifista già durante l'era Abe, continua a destinare alla sicurezza risorse relativamente contenute", dichiara Bailey. Nel 2024, la spesa per la difesa si è attestata all'1,4% del Pil, ben al di sotto di molti Paesi europei membri della Nato.

SPESA PER LA DIFESA POTREBBE ARRIVARE AL 3% DEL PIL

"Questo quadro è destinato a cambiare, e il mandato di Takaichi potrebbe rappresentare un fattore determinante per accelerare il processo. La stessa Premier è considerata relativamente hawkish sui temi della sicurezza e ha dichiarato che, in caso di un attacco della Cina a Taiwan, anche il Giappone interverrebbe", spiega l'esperto. In un contesto di crescenti tensioni nell'area Indo-pacifica e di progressivo indebolimento dell'ombrello di sicurezza statunitense, "ci aspettiamo che la spesa per la difesa del Giappone inizi ad avvicinarsi al 3% del Pil. I nostri calcoli indicano che raggiungere il 3% entro il 2030 potrebbe portare il budget annuo della difesa da 55 miliardi di dollari a 135 miliardi di dollari", spiega Bailey. "Resta però una domanda chiave: la capacità fiscale del Paese. Come noto, il Giappone presenta un rapporto debito/PIL molto elevato. Questa condizione è stata ben più gestibile finché i tassi d'interesse sono rimasti prossimi allo zero; con il ritorno dell'inflazione, però, i tassi sono aumentati aggravando le pressioni sul bilancio", dichiara l'esperto. Nuove e ingenti spese per la difesa potrebbero pesare sul bilancio del paese, rendendo necessari tagli in altre aree di spesa. Tuttavia, "alla luce del forte mandato di Takaichi, questa ipotesi appare oggi più politicamente praticabile", conclude Bailey.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1211:28 feb 2026