FOCUS: gli effetti macroeconomici dell'AI (AllianzGI)

MILANO (MF-NW)--In generale, prevale un diffuso ottimismo circa la capacità dell'intelligenza artificiale di accrescere la produttività e sostenere la crescita economica; tuttavia, le pressioni al rialzo sulla disoccupazione tra i laureati sollevano il timore che il percorso verso una maggiore produttività possa risultare fortemente dirompente per alcune categorie e rendere più complesso, per altre, l'ingresso nel mercato del lavoro.

Lo afferma Sean Shepley, senior economist di Allianz Global Investors, in un'analisi sugli effetti macroeconomici dell'intelligenza artificiale, indicando che, negli ultimi dieci anni, il 30% dei settori con la maggiore esposizione all’AI ha acquisito un peso crescente nell’economia statunitense. Le aziende attive in questi settori rappresentano ormai quasi il 60% del totale delle imprese negli States, con un’accelerazione significativa a partire dalla pandemia di Covid.

Si tratta chiaramente di un segmento "dinamico" dell’economia, che verosimilmente sta attirando un numero crescente di nuovi operatori, prosegue l'esperto, ricordando che le imprese attive in questi settori tendono ad avere meno dipendenti rispetto a quelle operanti negli altri comparti. Ad esempio, dal primo trimestre del 2022, le imprese appartenenti al 30% dei settori più esposti all’AI hanno registrato una riduzione media del numero di dipendenti superiore all’8%, mentre nel resto dell’economia il numero medio di addetti per impresa è rimasto sostanzialmente stabile.

La quota di investimenti in conto capitale (capex) delle imprese nel 10% dei settori maggiormente esposti all’AI è aumentata di 1 punto percentuale dal primo trimestre del 2022; nello stesso periodo, quella delle aziende appartenenti al successivo 20% dei settori esposti all'AI è diminuita di 4 punti percentuali. Questo evidenzia, secondo l'esperto, come non esista una relazione lineare e immediata tra il grado di esposizione all’AI e le modalità operative delle imprese. Combinando questi dati con quelli relativi alle retribuzioni medie corrisposte dalle aziende emerge anche come le imprese stiano operando sulla base dell’ipotesi che i benefici dell’AI saranno distribuiti in modo disomogeneo e che solo un numero limitato di operatori sia destinato a prevalere.

"Si tratta di un’evoluzione non tipica per una tecnologia destinata a una diffusione generalizzata, che evidenzia il potenziale dell’AI di continuare a sorprendere le aspettative anche con il progressivo ampliarsi della sua influenza", conclude l'esperto.

vsi

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2918:30 mag 2026