FOCUS: guerra Iran e Bitcoin, tre possibili scenari (21 shares)
MILANO (MF-NW)--A quasi 20 giorni dall'inizio dell'operazione 'Epic Fury', il mercato degli asset digitali non solo ha superato lo shock geopolitico, ma ha registrato una crescita molto positiva, con Bitcoin che ha segnato un 13% su base mensile. Tuttavia, la geopolitica giocherà ancora un ruolo chiave nel futuro di Btc e dell'universo cripto. In questo quadro, lo scenario di base elaborato da 21Shares prevede una durata del conflitto compresa tra tre e sei mesi. Parallelamente, il Bitcoin si manterrebbe in un intervallo tra i 68 e i 74 mila dollari, con livelli nel medio-lungo periodo nell’area dei 75–80 mila dollari, commenta di Eliézer Ndinga, Head of Research di 21shares.
SCENARIO BASE: DAI TRE AI SEI MESI DI "ZONA GRIGIA"
Lo scenario intermedio, ritenuto il più probabile, può essere descritto come una "zona grigia" dove le navi continuano a transitare dallo Stretto di Hormuz, ma non allo stesso ritmo rispetto al passato, con l'area che sarà soggetta ad attacchi di gruppi come gli Houthi o Hezbollah. "Se questa fase dovesse durare tra i tre e i sei mesi, allora il prezzo del greggio dovrebbe mantenersi tra gli 85 e i 105 dollari al barile, ben lontano dai picchi dello scenario worst case, ma comunque impattante sulla politica monetaria", prosegue l'esperto. In questo contesto, "il meeting della Federal Reserve di oggi assumerà quindi un ruolo chiave nel segnalare ai mercati da che parte si schiererà la banca centrale statunitense; quella della crescita o quella della lotta all'inflazione", spiega Ndinga. "L'oro diventa un elemento fondamentale del portafoglio come copertura contro la stagflazione persistente, mentre il Bitcoin nel breve periodo dovrebbe restare attorno ai livelli attuali, tra i 68mila e i 74mila dollari, mentre nel lungo può mirare alla soglia 75mila-80mila", commenta l'esperto.
SCENARIO RIALZISTA: RISOLUZIONE IN UN MESE
Nello scenario rialzista, la chiusura dello stretto di Hormuz viene risolata entro 30 giorni, portando i prezzi del petrolio verso i 70 dollari al barile e poi a 60 dollari con la riapertura delle vie commerciali. Tuttavia, "sarebbe verosimile anche un'accelerazione nel processo di diversificazione delle riserve, soprattutto da parte dei paesi Brics, in favore di altre asset class come oro, valute locali, attività on-chain e altri sistemi regolamentati non-sovrani", spiega l'esperto. "In una situazione del genere, il Bitcoin sarebbe chiaramente avvantaggiato e nell'immediato potrebbe raggiungere un valore compreso tra i 74mila e i 75mila dollari, per poi proseguire la sua crescita di medio-lungo termine fino a $80mila-90mila", commenta Ndinga.
SCENARIO RIBASSISTA: ESCALATION DI 6 MESI E RESET DI SISTEMA
Lo scenario più negativo vede lo stretto di Hormuz bloccato per un periodo di almeno sei mesi, con il conflitto che si allarga a tutti i Paesi della regione, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. In questo caso, sarebbe verosimile aspettarsi un prezzo del petrolio al barile superiore a 150 dollari, ma anche un rally dell'oro oltre i 6.000 dollari l'oncia, spinto dallo stress monetario che si verrebbe a creare. "Se a questo si aggiungono gli attacchi iraniani, sia fisici sia cyber, si ottiene che l'escalation si propagherebbe all'intero sistema finanziario con utenti impossibilitati ad accedere ai loro depositi bancari, shock sulle piattaforme abilitanti i sistemi di pagamento e prolungata instabilità di mercato", prosegue l'esperto. "Una simile eventualità potrebbe provocare profonde contrazioni del mercato e quello cripto ne sarebbe certamente coinvolto. Nello specifico, noi 21shares riteniamo che nel lungo termine assisteremo comunque a una ripresa, ma il contraccolpo di breve periodo potrebbe portare il prezzo anche a ridosso dei 50mila dollari", conclude Ndinga.
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1812:19 mar 2026