FOCUS: i fondamentali solidi continuano a guidare i flussi degli Etf (State Street IM)

MILANO (MF-NW)--Come un passeggero troppo supponente che mette in discussione ogni svolta durante un road trip estivo, ogni nuova notizia sul fronte macroeconomico nel 2026 ha sollevato dubbi sul prosieguo del viaggio, rallentando l’avanzamento anche se il conducente principale, i fondamentali resilienti, ha continuato a mantenere il controllo.

Con questa metafora, Matthew Bartolini, global head of research di State Street Investment Management, illustra in un'analisi come gli investitori nel 2026 hanno dimostrato ancora interesse per il rischio, nonostante le turbolenze macroeconomiche. Gli Etf quotati negli Stati Uniti hanno infatti raccolto 189 miliardi di dollari a luglio, portando il totale da inizio anno a 1.200 miliardi di dollari e i flussi in entrata degli ultimi 12 mesi a 2.000 miliardi di dollari. Oltre il 70% dei flussi di luglio è confluito nell’azionario, a conferma di un mercato orientato al risk-on.

Questo dato complessivo, chiarisce l'esperto, "nasconde un quadro più articolato. Guardare esclusivamente alle asset class può far perdere di vista differenze significative nell’esposizione al rischio". I flussi in entrata nei decili al di sopra del punto mediano (50° percentile) hanno superato di 40 miliardi di dollari quelli nei decili al di sotto del punto mediano, segnalando un posizionamento risk-on deliberato. Il beta risk-on medio ponderato di tutti i flussi di luglio è stato pari a 1,10, sostenuto dai decili al di sopra del punto mediano, che hanno raccolto il 61% dei flussi, con ciascuno di questi decili caratterizzato da un beta superiore a 1. Il posizionamento risk-on appare ancora più marcato se osservato attraverso l’utilizzo degli Etf a leva, prosegue l'analisi. In particolare, gli Etf a leva che esprimono posizioni lunghe hanno registrato a luglio flussi in entrata record pari a 8,5 miliardi di dollari, mentre i flussi complessivi negli Etf a leva, sia long sia short, hanno raggiunto i 6 miliardi di dollari, il sesto dato più elevato di sempre.

I settori hanno registrato flussi in entrata record per 25 miliardi di dollari, trainati dal record di 19 miliardi di dollari confluiti nel settore tecnologico, nonostante a luglio gli Etf settoriali e di settore tecnologico abbiano registrato un rendimento medio del -10%. Di fatto, secondo l'analisi, l’89% degli Etf classificati come tecnologici ha registrato rendimenti negativi lo scorso mese. Tuttavia, l’82% resta in territorio positivo da inizio anno, "suggerendo che i recenti flussi in entrata possano riflettere sia una rincorsa al momentum sia acquisti sui ribassi in un settore centrale nella storia di produttività e crescita trainata dall’AI", sottolinea l'esperto.

Al di fuori del settore tecnologico, i flussi sono rimasti comunque positivi. Il settore finanziario ha raccolto 3 miliardi di dollari di flussi in entrata dopo una solida stagione degli utili, durante la quale il 90% delle società ha superato le attese e la crescita degli utili ha oltrepassato il 21%. Questo, continua l'esperto, ha portato in territorio positivo i flussi da inizio anno del settore finanziario, con gli investitori tornati sul comparto dopo che questo ha sovraperformato il mercato più ampio del 7% negli ultimi tre mesi.

I flussi in entrata nel settore sanitario hanno portato i flussi verso i settori difensivi ( 3,5 miliardi di dollari) quasi in linea con quelli verso i settori ciclici ( 3,8 miliardi di dollari). Tuttavia, tali flussi verso il settore sanitario sono stati tutt’altro che generalizzati: si sono invece concentrati negli Etf biotecnologici e farmaceutici, dove una forte innovazione nel biofarmaceutico e una solida pipeline di operazioni di M&A hanno contribuito finora, nel 2026, alla sovraperformance di questi comparti rispetto al settore sanitario nel suo complesso e al mercato più ampio, indica l'esperto.

Nonostante il dato sull’inflazione CPI di luglio sia risultato inferiore alle attese, il riemergere di pressioni macroeconomiche in Medio Oriente e i timori per il loro impatto inflazionistico hanno mantenuto l’inflazione al centro dell’attenzione. Gli Etf obbligazionari indicizzati all’inflazione hanno raccolto 1,4 miliardi di dollari a luglio, portando i flussi da inizio anno a 10 miliardi di dollari. Al di là delle pressioni geopolitiche, anche le tendenze strutturali degli investimenti potrebbero sostenere l’inflazione. L’espansione degli investimenti in conto capitale legati all’AI sta aumentando la domanda di infrastrutture, energia e risorse, mentre la resilienza dei consumi e della crescita economica potrebbe impedire all’inflazione di scendere con la rapidità attesa. Questo contesto, secondo l'esperto, può contribuire a spiegare la sovraperformance delle obbligazioni indicizzate all’inflazione rispetto a quelle nominali (1% di extra-rendimento finora nel 2026) e il perdurante interesse degli investitori.

La domanda di protezione dall’inflazione si è estesa oltre il mercato obbligazionario: gli Etf sulle materie prime hanno raccolto 1,5 miliardi di dollari a luglio. I flussi sono stati trainati da 1,3 miliardi di dollari confluiti in esposizioni diversificate alle materie prime, segnando il tredicesimo mese di afflussi negli ultimi 14 mesi. Inoltre, nei 14 mesi, gli Etf diversificati sulle materie prime hanno raccolto 6,6 miliardi di dollari, contribuendo a portare i flussi del 2026 a quasi 5 miliardi di dollari. Se questo ritmo dovesse proseguire, i flussi dell’intero anno potrebbero superare il record annuale di 8,1 miliardi di dollari registrato nel 2021.

L’altra tendenza ispirata dal contesto macroeconomico è stata la preferenza per le esposizioni a duration più breve, secondo l'analisi. I flussi verso le strategie a breve duration (9 miliardi di dollari) hanno continuato a superare quelli verso le strategie a lunga duration (3 miliardi di dollari), come avvenuto per tutto l’anno ( 67 miliardi di dollari contro -3 miliardi di dollari). I flussi verso la lunga duration sono stati positivi a luglio, ma si sono concentrati soprattutto nella prima parte del mese. Gli Etf governativi a lunga duration hanno registrato deflussi nell’ultima settimana, con il forte rialzo dei tassi successivo alla riunione della Federal Reserve.

"Nonostante le turbolenze, il portafoglio 60/40 azioni-obbligazioni resta in territorio positivo da inizio anno e continua a sovraperformare la liquidità (5,9% contro 2,05%), trainato dall’azionario, mentre l’obbligazionario è sostanzialmente stabile. Anche altre principali asset class hanno registrato rendimenti positivi quest’anno; le materie prime sono in rialzo a doppia cifra. In altre parole, detenere asset si è rivelato più importante che cercare di anticipare ogni cambio di corsia del mercato. Il rumore macroeconomico può essere forte - come un passeggero sul sedile posteriore che canta a squarciagola la propria versione del classico da road trip di John Denver Take Me Home, Country Roads - ma restare investiti si è dimostrato più vantaggioso che fermarsi e rifugiarsi nella liquidità", conclude l'analisi.

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1317:00 ago 2026