FOCUS: il crescente divario macroeconomico tra Europa e Usa (Crédit Mutuel Asset Management)

MILANO (MF-NW)--"La situazione nello Stretto di Hormuz resta in fase di stallo, con il traffico marittimo praticamente paralizzato. Tuttavia, i mercati azionari continuano a mostrare una notevole resilienza. Il motivo è semplice e si può riassumere in due lettere: AI".

Lo afferma in un'analisi François Rimeu, senior strategist di Crédit Mutuel Asset Management, che sottolinea come la stagione degli utili abbia "confermato il forte slancio del settore e, soprattutto, l’eccezionale redditività dei produttori di semiconduttori e memorie (Ram). Si tratta di un fenomeno globale, che dimostra come oggi sia più importante investire nei settori giusti, quelli vincenti, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull’allocazione geografica. Ad esempio, è stato chiaramente più vantaggioso investire in Corea o negli Stati Uniti piuttosto che in Europa, ma ancor più decisivo è stato selezionare società come Tsmc o Asml invece di puntare su settori come healthcare o beni di consumo".

Per il momento, secondo l'esperto, "l’aumento dei prezzi delle azioni di queste società riflette il miglioramento delle prospettive sugli utili, con valutazioni che non si discostano in modo significativo da quelle osservate due o tre anni fa. Questa considerazione può essere estesa, in realtà, alla maggior parte dei mercati azionari: i guadagni registrati quest’anno sono stati determinati principalmente dalla crescita degli utili, più che da valutazioni più elevate".

Nel lungo periodo, avverte l'esperto, "emergono però diversi interrogativi, in particolare quello della circolarità, ossia il meccanismo per cui la spesa di un’azienda diventa il fatturato di un’altra. Il riferimento è soprattutto agli hyperscaler statunitensi, che sostengono un intero ecosistema. La crescita di questi investimenti, il cui ritorno economico resta per ora incerto, è davvero sostenibile nel tempo? La questione rimane aperta".

Parlando di AI, "vale la pena citare anche la prossima Ipo di SpaceX, la cui valutazione potrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di dollari: un valore pari a circa il 6% del Pil statunitense, che la collocherebbe tra le dieci maggiori aziende al mondo, pur restando non profittevole. Cifre di questa portata mostrano come tutto ciò che ruota attorno all’intelligenza artificiale stia assumendo sempre più una questione macroeconomica", ha specificato l'esperto.

Sul fronte macroeconomico, "ciò che colpisce oggi è il forte contrasto nella dinamica economica tra Europa e Stati Uniti, come dimostra il divario tra gli indici di sorpresa economica americani ed europei, che misurano la differenza tra le aspettative degli economisti e i dati macro ufficiali. Le ragioni sono piuttosto semplici: gli Stati Uniti stanno beneficiando appieno del boom dell’intelligenza artificiale, ancora largamente assente in Europa, e risentono molto meno dell’aumento dei prezzi dell’energia", conclude l'analisi.

com/vsi

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2917:45 mag 2026