FOCUS: il dollaro è ancora la valuta di riferimento globale? (Crédit Mutuel Am)
MILANO (MF-NW)--Nel 2025, il dollaro ha registrato un forte deprezzamento, spingendo gli esperti a interrogarsi sul suo ruolo come valuta di riferimento globale. "Nel 2026 ci aspettiamo che i tassi di interesse reali a breve termine negli Stati Uniti continuino a diminuire, mentre quelli nell'Eurozona dovrebbero rimanere stabili. Ciò dovrebbe portare a un ulteriore deprezzamento del dollaro rispetto all'euro nel 2026, seppur meno marcato rispetto ai dodici mesi precedenti", commenta François Rimeu, Senior strategist di Crédit Mutuel Asset Management.
ESISTE CORRELAZIONE TRA SPREAD TASSI REALI E TASSO DI CAMBIO
Ci sono diverse ragioni alla base del deprezzamento della valuta. "Secondo la teoria economica, l'andamento dei tassi di cambio è determinato da diversi fattori la cui importanza varia nel tempo. Questo spiega perché sia difficile ottenere performance stabili e solide investendo esclusivamente nelle valute", spiega l'esperto. Tuttavia, non tutti i fattori hanno lo stesso peso e potere predittivo. "Dal nostro punto di vista, l'indicatore più affidabile è lo spread tra i tassi di interesse reali a breve termine. Analizzando la tendenza dello spread dei tassi reali a 2 anni e i movimenti valutari negli ultimi cinque anni, i dati rivelano una correlazione chiara e significativa", commenta Rimeu.
TASSI REALI USA CONTINUERANNO A SCENDERE
In alcuni casi, i dati si discostano dalle aspettative sui tassi reali a causa di eventi politici, monetari o altri fattori esterni. Durante le elezioni di Trump, ad esempio, il dollaro ha registrato un forte rialzo, mentre durante il Liberation Day si è indebolito in modo marcato. Tuttavia, questi fenomeni rappresentano solo un rumore di fondo rispetto alla tendenza sottostante indicata dal differenziale dei tassi reali. "Nel 2025, i tassi reali a 2 anni negli Stati Uniti sono scesi dall'1,68% all'1,15%, mentre quelli dell'Eurozona sono aumentati dallo 0,28% allo 0,60%. Di conseguenza, i rendimenti denominati in euro sono migliorati, mentre quelli denominati in dollari si sono indeboliti", dichiara l'esperto. "Questa compressione dello spread dei tassi reali, da 140 punti base a 55, si è tradotto in un apprezzamento dell'euro da 1,10 a 1,15 rispetto al dollaro, un risultato coerente", prosegue Rimeu. In questo contesto, i tassi di interesse reali a breve termine negli Stati Uniti continueranno a scendere, mentre quelli nell’Eurozona resteranno stabili.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1612:41 feb 2026