FOCUS: il penny scompare, mentre il denaro entra nell'era digitale (Invesco)
MILANO (MF-NW)--Dal 12 novembre 2025, la Zecca degli Stati Uniti ha smesso di produrre il penny, la storica moneta da un centesimo di dollaro che ha accompagnato la vita quotidiana degli americani dal 1793. Le ultime monete, coniate a Philadelphia, resteranno in circolazione fino all'esaurimento delle scorte. "Il penny non è stato soltanto un mezzo di pagamento: è stato un simbolo culturale", commenta Daniel Zanin, Cfa Analyst, Investment Research di Invesco. "Pensiamo alle penny loafer, i mocassini con la fessura sul collo del piede, diventati icona di stile negli anni '30 grazie a G.H. Bass. Pensiamo al penny sul giradischi, il trucco casalingo per dare peso alla puntina e far scorrere il vinile senza salti. Infine, come dimenticare il lucky penny, il centesimo trovato per strada e raccolto per scaramanzia, un rito che sopravvive anche alla sua dismissione ufficiale".
COSTI ECCESSIVI GIUSTIFICANO FINE PRODUZIONE
La decisione di interrompere la produzione del penny è supportata dai numeri: nel 2024, infatti, coniare e distribuire ogni moneta è costato 3,69 centesimi, quasi quattro volte il suo valore. "Un paradosso che dura da anni e che ha spinto il Tesoro a dire basta: la decisione farà risparmiare oltre 50 milioni di dollari l'anno, riducendo le perdite di signoraggio e i costi di metallo e logistica", spiega l'esperto. Il penny moderno, infatti, non è più composto interamente da rame: dal 1982 è composto per il 97,5% di zinco e solo per il 2,5% di rame, una scelta fatta per contenere le spese, ma che non ha fermato l'erosione dei margini. Inoltre, la sua abolizione avrà alcuni effetti pratici: nei pagamenti in contanti, molte transazioni verranno arrotondate al nickel. Nonostante l'impatto stimato sui consumatori sarà minimo, il dibattito sul "rouding tax" resta aperto. "Se da un lato la scomparsa del penny chiuderà un capitolo di storia, dall'altro è il contante a perdere terreno: carte, wallet digitali e pagamenti istantanei dominano il retail, e il penny, oggi, diventa un simbolo di un mondo che cambia", continua Zanin.
IL FUTURO DEL DENARO È DIGITALE
Inoltre, il nuovo anno potrebbe dimostrare che il futuro del denaro è digitale. "Blockchain, token, stablecoin e persino le valute digitali delle banche centrali (Cbdc) oggi non sono più fantascienza, ma strumenti concreti che ridisegnano il concetto stesso di moneta. Se il penny era l'unità minima che garantiva precisione nei prezzi, oggi questo ruolo è affidato agli algoritmi", prosegue l'esperto. L'unità di valore non si incide più sul metallo, ma si codifica in bit. Inoltre, ridurre l'attrito delle transazioni e la logistica del contante aumenterà l'efficienza dei pagamenti. "Resta la memoria materiale: Lincoln sul dritto, lo Union Shield sul rovescio con le 13 strisce e il motto E Pluribus Unum. Sono dettagli che raccontano una storia lunga 232 anni, chiusa con l'ultimo colpo di conio nel novembre 2025", commenta Zanin. "Il penny ci ha insegnato che valore nominale e valore intrinseco non coincidono sempre", conclude l'esperto, "ora la sfida è tradurre quella lezione nel linguaggio del digitale. Il futuro è già qui, e il 2026 sarà ricordato come l'anno in cui una piccola moneta ha ceduto il passo a un mondo di nuove opportunità".
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2110:41 gen 2026