FOCUS: il segnale della Francia sulle riserve auree (Confinvest)
MILANO (MF-NW)--Negli ultimi mesi, il ruolo dell'oro all'interno del sistema economico internazionale sta attraversando un cambiamento strutturale. Il metallo giallo non rappresenta più soltanto un bene rifugio o un asset difensivo, ma uno strumento sempre più centrale nelle strategie degli Stati. In questo contesto, la Francia ha riorganizzato e rimpatriato parte delle proprie riserve, mentre gli Stati Uniti hanno riportato oro dal Venezuela dopo oltre vent'anni. "In entrambi i casi, il filo conduttore è lo stesso: il ritorno del controllo diretto sull'oro fisico", commenta Simone Manenti, Ceo di Confinvest.
FRANCIA TRASFERISCE BUONA PARTE RISERVE IN TERRITORIO NAZIONALE
"La Banca centrale francese ha recentemente completato un'operazione di aggiornamento di parte delle proprie riserve auree, sostituendo, tra giugno 2025 e gennaio 2026, parte dei propri lingotti con oro conforme agli standard internazionali, cogliendo un momento particolarmente favorevole del mercato", riporta l'esperto. "Il prezzo dell'oro, su livelli storicamente elevati, ha permesso infatti di generare una plusvalenza di circa 12,8 miliardi di euro, con un impatto significativo sul bilancio: utile superiore agli 8 miliardi di euro, in netto contrasto con la perdita registrata l'anno precedente", prosegue Manenti. Il volume complessivo delle riserve è rimasto sostanzialmente invariato, intorno alle 2.437 tonnellate, ciò che è cambiato è la qualità e, soprattutto, la localizzazione dell'oro. "Una parte rilevante dei nuovi lingotti è stata trasferita sul territorio nazionale, riducendo l'esposizione alla custodia estera, in particolare presso la Federal Reserve di New York. Ufficialmente si tratta di una scelta tecnica, legata alla maggiore liquidità e negoziabilità dell'oro conforme agli standard internazionali, ma il contesto suggerisce anche una lettura più ampia. In una fase caratterizzata da crescente instabilità geopolitica e tensioni internazionali, il possesso fisico dell'oro assume un valore che va oltre la semplice dimensione finanziaria", continua l'esperto.
ALTRI PAESI EUROPEI VALUTANO OPERAZIONI SIMILI
Operazioni simili sono state oggetto di discussione anche in altri paesi europei. Secondo diverse fonti, Italia e Germania starebbero valutando il rimpatrio delle proprie riserve auree detenute all'estero.
USA PRENDONO DA VENEZUELA ORO PER 100 MLN USD
Parallelamente, "anche gli Stati Uniti hanno recentemente riportato in patria una quantità significativa di oro dal Venezuela, per un valore di circa 100 milioni di dollari. Si tratta della prima operazione di questo tipo da oltre vent'anni e si inserisce in un contesto geopolitico complesso, segnato da nuove relazioni strategiche e da un crescente interesse degli Usa per le risorse del Venezuela, inclusi oro e altre materie prime", spiega Manenti. "L'oro recuperato sarà destinato a utilizzi industriali e commerciali, ma il significato dell'operazione va oltre l'aspetto economico. Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria presenza in un'area ricca di materie prime strategiche, tra cui petrolio e metalli preziosi, in un'ottica di controllo delle filiere e di sicurezza degli approvvigionamenti", prosegue l'esperto.
ORO, PROTEZIONE E STABILITÀ IN CONTESTO SEMPRE PIÙ INCERTO
L'oro, dunque, torna ad essere un asset centrale, non solo per il suo valore, ma per il ruolo che ricopre in termini di stabilità e controllo. "In un contesto di volatilità e tensioni geopolitiche, il fatto che siano proprio Stati e Banche Centrali a rafforzare il possesso di oro fisico è un segnale rilevante anche per gli investitori, poiché indica un passaggio da una logica tattica a una strutturale", dichiara Manenti. "Dalla Francia agli Stati Uniti, il messaggio è chiaro: l'oro torna al centro del sistema economico globale come strumento di protezione e stabilità in uno scenario sempre più incerto", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
3011:46 mar 2026